Sebastiano e Francesco Pio Esposito si ritrovano insieme a Coverciano, convocati nella Nazionale italiana. Un momento storico per la famiglia di Castellammare di Stabia: se Sebastiano scenderà in campo in una delle quattro gare della sosta, gli Esposito diventerebbero la prima famiglia con tre fratelli ad aver vestito la maglia azzurra. Prima di loro, infatti, c’è già Salvatore, il maggiore dei tre, classe 2000, che esordì con l’Italia nel 2022 contro l’Inghilterra sotto la gestione di Roberto Mancini.
Francesco Pio è stato il primo a seguire le orme di Salvatore, grazie alle prestazioni convincenti con l’Inter: 5 reti in 9 presenze tra qualificazioni mondiali e amichevoli con i commissari tecnici Gattuso e Baldini. Ora è il turno di Sebastiano, il fratello di mezzo, che con la rete segnata in Sassuolo-Juventus ha definitivamente convinto il commissario tecnico a convocarlo.
Cresciuti insieme nel vivaio dell’Inter, i fratelli Esposito si sono affrontati come avversari in Serie B durante Spezia-Sampdoria e successivamente in Serie A nell’incontro Inter-Cagliari. Ora il destino li riunisce nel tempio del calcio italiano, pronti a scrivere una pagina di storia senza precedenti.
Nel corso di oltre un secolo di storia della Nazionale italiana, numerose coppie di fratelli hanno condiviso la maglia azzurra, ma nessuna famiglia è mai riuscita a portare tre membri nella stessa rappresentativa. I primi furono Giuseppe e Felice Milano, che giocarono insieme il 17 marzo 1912 a Torino contro la Francia in una partita terminata 4-3 per i transalpini. I due fratelli condivisero il campo anche il 1° maggio 1913 contro il Belgio e il 15 giugno dello stesso anno contro l’Austria, agli albori della storia azzurra quando la Nazionale era nata da appena due anni.
Tre anni dopo i Milano arrivarono Aldo e Luigi Cevenini, destinati a stabilire un primato ancora imbattuto. Il 31 gennaio 1915 a Torino, l’Italia batté la Svizzera 3-1 in amichevole e i due fratelli segnarono tutte e tre le reti azzurre: Aldo realizzò una doppietta che aprì e chiuse le marcature, mentre Luigi siglò l’altro gol su rigore nel suo debutto in Nazionale. Si trattò dell’ultima partita dell’Italia prima di una pausa di quasi cinque anni imposta dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale. Nessun’altra coppia di fratelli ha mai replicato l’impresa di segnare tre gol nella stessa gara azzurra.
I Cevenini rappresentano un calcio in cui il cognome poteva diventare quasi una formazione: cinque fratelli calciatori, distinti con i numeri romani. Aldo era Cevenini I, Mario II, Luigi III, Cesare IV e Carlo V. Il 26 dicembre 1920 l’Inter li schierò tutti e cinque contemporaneamente nel derby contro l’U.S. Milanese, terminato 2-1 con reti di Luigi e Carlo. La circostanza si ripeté contro il Legnano il 9 gennaio 1921 e nel derby con il Milan del 30 gennaio. Luigi Cevenini III fu il grande fuoriclasse della famiglia: vinse con l’Inter il campionato 1919-20, rimase in nerazzurro fino al 1927 e indossò sette volte la fascia da capitano con gli Azzurri.
Nei decenni successivi altre coppie di fratelli hanno scritto pagine della storia azzurra: i Rampini con Carlo e Alessandro, i Martin con Cesare e Dario, i Varglien con Mario e Giovanni. In epoche più recenti spiccano Giuseppe e Franco Baresi, con rispettivamente 18 e 81 presenze in Nazionale, che incarnarono la rivalità tra Inter e Milan pur condividendo la maglia azzurra. Franco esordì nella Nazionale maggiore il 4 dicembre 1982, pochi mesi dopo aver fatto parte del gruppo che vinse il Mondiale senza scendere in campo.

Particolarmente significativa fu anche la storia di Filippo e Simone Inzaghi: Pippo totalizzò 57 presenze e 25 gol con l’Italia, mentre Simone si fermò a 3 gettoni. Gli Inzaghi furono gli ultimi fratelli a giocare insieme nella stessa partita in azzurro, 26 anni fa. Era il 15 novembre 2000, amichevole allo stadio Delle Alpi contro l’Inghilterra vinta 1-0 con gol di Gattuso: Simone subentrò al 61′, Pippo lasciò il campo al 72′ e quegli 11 minuti in contemporanea non sono mai più stati replicati. Più recentemente i gemelli Zenoni collezionarono presenze azzurre con due gare per Cristian e una per Damiano.
I fratelli Cannavaro sfiorarono quella soddisfazione: Paolo fu soltanto convocato nell’epoca di Roberto Donadoni, ma non scese mai in campo e non raggiunse il fratello Fabio in Nazionale.
