Banane gonfiabili gialle e Manchester City: un accostamento curioso, quasi satirico per certi versi. Eppure, non è uno scherzo; parliamo infatti di un piccolo episodio che, con il passare degli anni, si è trasformato in una vera e propria tradizione a Manchester, riemersa recentemente ad Anfield, in occasione della vittoria per 0-3 contro il Liverpool, dove numerosi sostenitori del City hanno deciso di rispolverare questa usanza.
Tutto ebbe inizio sul finire degli anni Ottanta, precisamente il 15 agosto del 1987, quando il Manchester City affrontò il Plymouth Argyle in una gara valida per la seconda divisione inglese. Il protagonista della vicenda fu Frank Newton, un tifoso dei Citizens che, durante una visita a casa dell’amico Allen Busby notò una banana gonfiabile e chiese di poterla prendere in prestito. L’amico accettò, ma a una semplice condizione: Newton avrebbe dovuto portare l’oggetto allo stadio durante una partita dei Citizens.
Una sfida accettata senza esitazione, che avrebbe ingenuamente dato vita a una delle tradizioni più iconiche e più bizzarre del calcio britannico. L’iniziativa suscitò immediatamente la curiosità e il divertimento degli altri sostenitori, tanto che Newton continuò a portare la sua banana gonfiabile anche nelle partite successive. Ben presto, altri tifosi iniziarono a imitarlo, trasformando il tutto in un vero e proprio fenomeno collettivo.

A rendere ancora più popolare questa tradizione contribuì anche un episodio legato a Imre Varadi, attaccante del Manchester City dal 1986 al 1988. Durante una partita, alcuni tifosi iniziarono improvvisamente ad invocare l’ingresso dell’attaccante. Quando Newton sollevò la sua banana gonfiabile, però, il coro della curva del City si trasformò spontaneamente da “Imre Varadi” a “Imre Banana” contribuendo ulteriormente alla diffusione di questa tradizione. Il successo fu enorme, tanto che dalla stagione successiva le tribune del Maine Road, storico staio dei Citizens dal 1923 al 2003, e i settori ospiti iniziarono a riempirsi di oggetti gonfiabili di ogni genere. Dalle celebri banane gonfiabili di Newton, per poi passare a dinosauri, mostri e altri personaggi molto particolari e insoliti.
Uno degli episodi più rappresentativi si verificò durante il “Boxing Day” del 1988, quando circa 12.000 tifosi del City raggiunsero lo stadio dello Stoke City portando con sé numerose banane. Per l’occasione, persino i giocatori del Manchester scesero in campo con delle enormi banane gonfiabili, regalando una scena destinata e ricordata ancora oggi come uno dei 26 dicembre calcistici inglesi più iconici di sempre.
Quella delle banane gonfiabili non rappresentava soltanto un gioco, ma anche un modo di riportare quella sana leggerezza e quel sano divertimento tra gli spalti in uno dei periodi storici più complicati per il calcio inglese, segnato da diversi episodi di violenza e momenti di tensione importanti tra le tifoserie ei club. Con il passare degli anni, il fenomeno ha perso progressivamente popolarità, senza scomparire completamente. Le celebri banane gialle sono infatti riapparse più vote sugli spalti nel corso degli ultimi anni, diventando un simbolo che richiama molto alla nostalgia dei vecchi tempi.
Come anticipato, l’episodio più recente è andato in scena durante la recente trasferta di Anfield contro il Liverpool, quando i tifosi dei Citizens hanno riportato nel settore ospiti le celebri banane, in un clima particolarmente acceso a causa del polverone finanziario che ha colpito il club. Un gesto che ha assunto un significato di manifestazione di unità e appartenenza nei confronti del City e soprattutto una dimostrazione di come uno scherzo nato quarant’anni fa possa ancora oggi rappresentare un popolo intero.
Perché, in fondo, il calcio non è soltanto composto da gol, vittorie, sconfitte e trofei vinti o persi. Il calcio è formato anche da quelle piccole cose, dai quei piccoli gesti che possono diventare memorabili e accompagnare per generazioni la storia di un club.
