Quando parla, capitan Lautaro Martinez non usa mezze misure. In una lunga intervista ai canali ufficiali dell’Afa, la federazione argentina, l’attaccante dell’Inter ha lanciato una critica diretta ad alcuni ex compagni nerazzurri, senza però fare nomi. Le sue parole hanno però lasciato pochi dubbi sui destinatari della frecciata.
“In quel periodo c’erano tre o quattro compagni dell’Inter che avevano dei fastidi sul piano fisico e pensavano più al Mondiale che al club“, ha dichiarato il Toro riferendosi alla stagione 2022-23, quando il mondiale in Qatar si disputò eccezionalmente tra novembre e dicembre, nel bel mezzo del campionato. “Io sono diverso. Sono una persona fedele a chi mi apre le porte, a chi mi tratta in maniera incredibile“.
Il capitano nerazzurro ha voluto sottolineare la propria etica professionale e il senso di responsabilità verso il club: “Sono responsabile nei confronti del mio lavoro, è una cosa che sento dentro. In quel momento sentivo che non potevo abbandonare la nave, lasciare il club. E quindi ho continuato a giocare. Non voglio mai saltare nessuna partita“.

Analizzando l’annata 2022-23, quella conclusa dall’Inter con la finale di Champions persa contro il Manchester City, i compagni cui Lautaro fa riferimento sono facilmente individuabili. Il primo indiziato è Romelu Lukaku, ora al Fenerbahce. Il belga si infortunò alla coscia in agosto, rientrò brevemente in ottobre e poi rimase fuori gioco fino al Mondiale, che tra l’altro per lui e per il Belgio non andò affatto bene.
Un altro destinatario della polemica potrebbe essere Marcelo Brozovic, oggi all’Al Sadd. Il centrocampista croato si fermò in ottobre per un problema muscolare e con l’Inter giocò solo tre spezzoni di partita contro Bologna, Juventus e Atalanta prima della pausa mondiale. Il suo rientro vero e proprio avvenne solo con la maglia della nazionale in Qatar, dove tornò a giocare dall’inizio.
L’ultimo nome che emerge dall’analisi di quel periodo è quello di Denzel Dumfries. L’olandese, seppur in misura molto più lieve rispetto agli altri due, venne gestito con cautela da ottobre in poi: rimase 90 minuti in panchina contro il Bayern a novembre, l’ultima sfida di Champions prima del Qatar, e subentrò solo a 20 minuti dalla fine contro la Fiorentina a fine ottobre. Una gestione decisamente più conservativa del solito.
