Ci sono rivalità sportive che il tempo non riesce a cancellare. Restano impresse nella memoria degli appassionati, si alimentano di ricordi contrastanti e, periodicamente, tornano d’attualità attraverso dichiarazioni che riaccendono vecchie polemiche. È il caso di Francesco Moser e Giuseppe Saronni, due dei grandi protagonisti del ciclismo italiano tra la fine degli anni Settanta e la prima metà degli anni Ottanta, la cui contrapposizione ha segnato profondamente un’intera generazione di tifosi, proprio come quella tra Coppi e Bartali, immortalata in quella leggendaria foto al Tour.
A riportare il confronto al centro della scena è stato proprio Moser, intervenuto ai microfoni di “Un Giorno da Pecora” su Rai Radio1. Il campione trentino non ha risparmiato critiche al suo storico avversario, confermando che le distanze tra i due, evidentemente, non si sono mai colmate nemmeno a distanza di oltre quarant’anni dalle loro sfide più memorabili.
“Noi non siamo mai andati d’accordo e continuiamo a non andarci nemmeno oggi” ha esordito Moser durante l’intervista radiofonica. Il senso delle sue parole è inequivocabile: quella che un tempo era soprattutto una rivalità agonistica ha lasciato un’eredità che continua a riemergere anche lontano dalle competizioni, trasformandosi in un confronto personale mai davvero risolto.
Il campione trentino ha raccontato di aver provato, in passato, a costruire un rapporto più disteso con Saronni. “L’ho anche invitato a casa, abbiamo fatto dei pranzi e pedalato insieme” ha rivelato Moser, spiegando come questi tentativi di avvicinamento non sarebbero però bastati a superare le incomprensioni di fondo. Anzi, secondo la sua ricostruzione, la situazione sarebbe addirittura peggiorata nel tempo.
Nell’intervista, Moser ha criticato apertamente il tono delle recenti dichiarazioni del suo ex rivale, utilizzando espressioni particolarmente dure. “Non so se gli ha dato di volta il cervello, ma si è messo a fare dichiarazioni di ogni genere e tipo” ha affermato, restituendo la temperatura di un confronto rimasto evidentemente acceso anche dopo la conclusione delle rispettive carriere agonistiche. “Saronni è sempre polemico” ha aggiunto, testimoniando come il rapporto tra i due sia ormai definitivamente compromesso.
Al centro delle recenti tensioni c’è una vicenda sportiva che appartiene alla storia del Giro d’Italia e che continua a essere ricordata dai due protagonisti (con visioni opposte). Secondo quanto riferito da Moser, Saronni avrebbe sostenuto di aver subito un torto durante il Giro d’Italia del 1984, vinto proprio dal campione trentino davanti al francese Laurent Fignon, con Saronni classificato al secondo posto.
“Ha detto che gli ho rubato un Giro d’Italia, ma le classifiche mica le faccio io” ha replicato seccamente Moser, respingendo le accuse e sottolineando come i risultati ufficiali siano un dato storico incontestabile. La corsa rosa del 1984 è rimasta celebre per il confronto tra il trentino e Fignon, per le polemiche legate alla cronometro conclusiva e per il ruolo determinante della prova contro il tempo che decise le sorti della classifica generale.
Le parole pronunciate dal campione trentino dimostrano che il tempo non ha cancellato tutte le tensioni con il suo storico rivale. Il confronto con Saronni continua a riproporsi attraverso ricordi, interpretazioni e giudizi personali, mentre il pubblico ritrova in questa storia una delle rivalità più riconoscibili dello sport nazionale.
Resta da capire se tra i due ci sarà mai spazio per un chiarimento definitivo. Per ora, pare proprio di no, ma non è detta l’ultima parola.
