La vittoria a Monza, arrivata davanti al pubblico di casa, ha definitivamente consacrato Andrea Kimi Antonelli come uno dei protagonisti assoluti della nuova Formula 1. Ma dietro ai risultati in pista, il pilota bolognese classe 2006 sta costruendo anche un vero e proprio impero economico, fatto di stipendi in crescita, sponsor internazionali e scelte strategiche extra-sportive.
Partiamo dai numeri legati al contratto con la Mercedes. Secondo quanto ricostruito dalla Gazzetta dello Sport, nella sua stagione d’esordio in Formula 1 Antonelli avrebbe percepito una cifra fissa vicina al milione di euro, in linea con quanto normalmente riconosciuto a un giovane rookie inserito in un top team. Dopo un primo anno che lo ha visto emergere rapidamente come uno dei piloti più interessanti della griglia, il suo stipendio base per la stagione attuale sarebbe salito fino a circa 3 milioni di euro. Altre fonti internazionali, come Forbes, calcolano, invece, il pacchetto complessivo del pilota attorno ai 12,5 milioni di dollari, una cifra che lo collocherebbe già nella parte alta della classifica dei piloti emergenti per guadagni.
Le differenze tra le varie stime, va sottolineato, sono normali nel mondo della Formula 1, dove i dettagli dei contratti restano riservati e le cifre circolanti spesso mescolano stipendio fisso, bonus prestazionali, premi legati ai risultati di squadra e accordi commerciali paralleli.

Proprio gli accordi commerciali rappresentano oggi una voce sempre più importante nel bilancio del giovane pilota. Antonelli è, infatti, brand ambassador del produttore svizzero di orologi di lusso IWC Schaffhausen, ed è già stato coinvolto in altre collaborazioni legate al mondo della moda e dell’accessorio sportivo. Un potenziale commerciale enorme, secondo gli esperti del settore, destinato a crescere ulteriormente in parallelo ai risultati sportivi, in un contesto, quello della Formula 1, che negli ultimi anni ha vissuto una crescita economica record, con il campionato che nel 2025 ha sfiorato i 3,9 miliardi di dollari di fatturato complessivo.
C’è, poi, un capitolo particolare che riguarda le scelte extra-sportive del pilota bolognese: la residenza a San Marino. Una decisione che intreccia motivazioni personali e opportunità strategiche, legata anche alla presenza sul territorio sammarinese della AKM Motorsport, la società fondata dal padre Marco Antonelli, ex pilota di durata. Proprio a San Marino, del resto, Kimi ha mosso alcuni dei primi passi della propria carriera, gareggiando anche nel campionato Gran Turismo italiano sul circuito di Misano. Un legame autentico con il piccolo Stato, riconosciuto ufficialmente anche dalle istituzioni locali, che lo hanno nominato ambasciatore dello sport.
Un ventenne, dunque, che in pochissimo tempo è passato dall’essere una semplice promessa a diventare un vero e proprio marchio in espansione, capace di generare valore sia dentro che fuori dalla pista, con margini di crescita che, secondo gli osservatori del settore, sono ancora enormi.
