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    Home»Calcio»Il gesto che vale più di una vittoria: Suwarso cede il trono ai tifosi che hanno aspettato tutta la vita
    Calcio

    Il gesto che vale più di una vittoria: Suwarso cede il trono ai tifosi che hanno aspettato tutta la vita

    Tiziana MorgantiBy Tiziana Morganti8 Settembre 2026 14:46Updated:8 Settembre 2026 15:38Nessun commento3 Mins Read
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    I giocatori del Como festeggiano una vittoria
    I giocatori del Como festeggiano una vittoria
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    Non capita spesso che un presidente di calcio decida di fare un passo indietro proprio nel giorno più importante della sua gestione. Eppure è esattamente ciò che ha fatto Mirwan Suwarso, numero uno del Como, alla vigilia dell’esordio assoluto della squadra lariana in Champions League contro il Lipsia.

    Con lo stadio Sinigaglia già sold out da giorni e la febbre per il debutto europeo che ha travolto l’intera città, ha scelto di rinunciare al proprio posto in tribuna. Non solo: la decisione coinvolge anche altri dirigenti del club, che hanno deciso insieme al presidente di lasciare libere le proprie sedute per una causa ben precisa.

    Attraverso un comunicato diffuso sui canali social della società,dunque, il presidente ha spiegato le ragioni del gesto con parole semplici ma cariche di significato. Con la capienza ridotta dell’impianto e i tagliandi ormai esauriti, molti tifosi storici rischiavano di restare fuori da una serata che il Como aspettava da generazioni. Da qui l’idea: destinare i posti liberati ai sostenitori più anziani, quelli che hanno seguito la squadra in ogni categoria, dalla Serie D fino a questo storico approdo nella massima competizione europea per club.

    I tifosi del Como sostengono la loro squadra.
    I tifosi del Como sostengono la loro squadra.

    Il criterio scelto non lascia spazio ad ambiguità: potranno beneficiare dell’iniziativa i tifosi nati nel 1950 o prima, invitati a scrivere a un indirizzo email dedicato messo a disposizione dal club per raccontare la propria storia di fede comasca. Una sorta di “chiamata alle armi” generazionale, che ribalta la logica tradizionale secondo cui i posti migliori spettano sempre a chi conta di più.

    L’iniziativa arriva in un momento particolarmente delicato e romantico per la storia del club lariano, che ha vissuto una scalata quasi fiabesca negli ultimi anni fino a conquistare il pass per la Champions League, obiettivo che fino a poche stagioni fa sembrava fantascienza per una piazza di provincia come Como. Ed è forse proprio per questo che il presidente ha voluto rendere protagonisti chi quella provincia l’ha vissuta nei momenti più bui, tra i campi di categorie minori e le trasferte di fortuna.

    Sui social il gesto ha già raccolto centinaia di commenti entusiasti, con molti tifosi che hanno sottolineato come iniziative di questo tipo raccontino molto più di un semplice comunicato stampa: raccontano l’identità di un club che, pur guardando all’Europa che conta, non dimentica le proprie radici.

    Ora l’attenzione si sposta sul campo, con il Lipsia pronto a rovinare la festa lariana. Ma qualunque sarà il risultato, alcuni anziani tifosi del Como avranno già vinto la loro personale partita: quella di poter vivere, da protagonisti e non da spettatori a distanza, la prima storica notte di Champions della loro squadra del cuore.

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    Tiziana Morganti
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    Sono romana doc, di quelle vere, nata e cresciuta nel cuore della Capitale, a due passi dal Colosseo, con il Tevere praticamente come vicino di casa. Laureata in Storia Moderna e Contemporanea, ho sempre avuto un debole per i racconti che lasciano il segno, ma è stato lo sport a indicarmi la direzione giusta per iniziare a scrivere: tutto merito (o colpa) di una passione sfrenata per il tennis e di un certo Boris Becker, che da bambina mi ha fatto innamorare di rovesci e tuffi in aria come fosse normale amministrazione. Da lì il passo è stato breve: prima sugli spalti del Foro Italico, tifosa sfegatata e poi hostess degli Internazionali d'Italia, con il naso all'insù a guardare i campioni da vicinissimo; poi, complice l'evoluzione, mia e del tennis italiano, dritta a Radio Incontro e sulle pagine web a raccontarlo. Oggi la mia bussola si chiama Jannik Sinner, e se un tempo sognavo il rovescio a una mano di Becker, adesso mi godo ogni suo dritto lungolinea con la stessa emozione di una bambina sugli spalti.

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