Close Menu
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Sportoggi.com
    Facebook Instagram YouTube
    • Tennis
    • Calcio
    • Formula 1
    • MotoGP
    • Ciclismo
    • Basket
    • Atletica
    • Storie
    • Sport in tv oggi
    • Livescore
    • Altri sport
      • Canottaggio
      • Pesistica
      • Pugilato
      • Combattimento
      • Baseball
      • Ginnastica
      • Golf
      • Ippica
      • Nuoto
      • Pallavolo
      • Rugby
      • Sport invernali
    Sportoggi.com
    Home»Calcio»“Voglio che mi perdonino”: Mancini svela come pensa di riprendersi i tifosi azzurri
    Calcio

    “Voglio che mi perdonino”: Mancini svela come pensa di riprendersi i tifosi azzurri

    Tiziana MorgantiBy Tiziana Morganti29 Luglio 2026 19:30Updated:29 Luglio 2026 19:34Nessun commento3 Mins Read
    Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email
    Primo piano di Roberto Mancini
    Primo piano di Roberto Mancini - foto di Fars Media Corporation, CC BY 4.0, Wikimedia Commons
    Share
    Facebook Twitter LinkedIn Pinterest Email

    Roberto Mancini è tornato a sedersi davanti ai microfoni da commissario tecnico della Nazionale, questa volta accanto al nuovo direttore tecnico Claudio Ranieri. I due sono stati scelti dal presidente della Figc Giovanni Malagò per provare a rimettere in piedi un ambiente uscito a pezzi dagli ultimi anni, segnati dalla dolorosissima mancata qualificazione al Mondiale.

    Per cominciare, però, Mancini ha deciso di non girare troppo intorno al tema più spinoso, ossia quello della rottura con la Federazione di qualche anno fa, spiegando che tutto è nato da una mancanza di comunicazione con l’allora presidente Gravina: se ci fosse stato un confronto diverso, ha ammesso, probabilmente le cose sarebbero andate altrimenti. Il rammarico resta, ma resta anche la convinzione che la maglia azzurra rappresenti ancora oggi qualcosa di speciale per lui.

    Ed è proprio ripercorrendo il proprio passato in Nazionale che si è lasciato andare ai ricordi più belli, primo fra tutti il trionfo agli Europei del 2021, arrivato al termine di quattro anni senza sconfitte. Un’epoca d’oro finita però nel peggiore dei modi, con l’eliminazione dal Mondiale che Mancini legge ancora oggi come frutto in parte della sfortuna: sarebbero bastati due episodi diversi dagli undici metri per cambiare tutto. Da qui il suo invito a lasciarsi alle spalle quel dolore e guardare avanti con fiducia.

    Anche sul rapporto con i tifosi, il tecnico decide di non si nascondersi: sa bene che c’è ancora chi guarda con diffidenza al suo ritorno. Ma la sua ricetta per riconquistarli non passa dalle parole, bensì dal campo: vincere e convincere, fino a farsi perdonare da chi oggi resta scettico.

     

    Visualizza questo post su Instagram

     

    Un post condiviso da Sky tg24 (@skytg24)

    Fatta chiarezza su questi argomenti, poi, Mancini si è soffermato su un problema pratico che accomuna tutti i selezionatori azzurri, quello del poco tempo a disposizione per lavorare con la squadra. Ha ricordato come, durante il suo primo mandato, fosse riuscito a organizzare uno stage aggiuntivo convocando anche ragazzi dell’Under 21, un modo per guadagnare terreno sul lavoro tattico. Se una soluzione simile sarà replicabile anche stavolta, però, non lo sa ancora.

    Guardando al reparto offensivo, però, il tecnico si è mostrato ottimista, scommettendo che gli attaccanti attuali possano avvicinarsi ai numeri fatti registrare in passato da Ciro Immobile. Ha speso parole particolari per Moise Kean, di cui rivendica in parte la paternità calcistica avendolo fatto esordire personalmente diversi anni fa: lo conosce bene, ha detto, e non ritiene che l’Italia sia messa male davanti, considerando anche le soluzioni sugli esterni.

    A completare il quadro ci ha pensato Ranieri, che ha parlato del forte senso di appartenenza dei giocatori italiani, sottolineando quanto abbiano sofferto per la mancata qualificazione e quanta voglia abbiano ora di ritrovare entusiasmo con il gioco proposto da Mancini. Il direttore tecnico ha aggiunto di essere pronto a cercare supporto anche fuori dal mondo del calcio, chiamando in causa la politica su temi che considera troppo importanti per il futuro del movimento.

    Per finire, a regalare uno dei momenti più significativi dell’incontro con la stampa è stato lo stesso Malagò, che ha svelato un retroscena arrivato direttamente dallo spogliatoio azzurro: il capitano Gianluigi Donnarumma gli avrebbe scritto un messaggio personale per esprimere il proprio apprezzamento verso le scelte fatte dalla Federazione, sottolineando come Mancini e Ranieri rappresentassero esattamente ciò che la squadra si augurava. Un gesto che il presidente federale ha voluto condividere pubblicamente, quasi a certificare che il nuovo corso parta con il sostegno di chi, in campo, dovrà poi tradurlo in risultati.

    Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email
    Tiziana Morganti
    • Facebook
    • Instagram

    Sono romana doc, di quelle vere, nata e cresciuta nel cuore della Capitale, a due passi dal Colosseo, con il Tevere praticamente come vicino di casa. Laureata in Storia Moderna e Contemporanea, ho sempre avuto un debole per i racconti che lasciano il segno, ma è stato lo sport a indicarmi la direzione giusta per iniziare a scrivere: tutto merito (o colpa) di una passione sfrenata per il tennis e di un certo Boris Becker, che da bambina mi ha fatto innamorare di rovesci e tuffi in aria come fosse normale amministrazione. Da lì il passo è stato breve: prima sugli spalti del Foro Italico, tifosa sfegatata e poi hostess degli Internazionali d'Italia, con il naso all'insù a guardare i campioni da vicinissimo; poi, complice l'evoluzione, mia e del tennis italiano, dritta a Radio Incontro e sulle pagine web a raccontarlo. Oggi la mia bussola si chiama Jannik Sinner, e se un tempo sognavo il rovescio a una mano di Becker, adesso mi godo ogni suo dritto lungolinea con la stessa emozione di una bambina sugli spalti.

    Articoli recenti
    • Perché gli scacchi sono considerati uno sport (anche se non sono alle Olimpiadi)?
    • Perché le palline da tennis sono gialle? La risposta ha a che fare con la televisione
    • Chi ha inventato il recupero nel calcio? Tutto iniziò con un pallone sparito nel 1891
    Facebook Instagram YouTube
    © 2026 SportOggi.com proprietà di Digital Dreams s.r.l. - Partita IVA: 11885930963 - Sede legale: Via Alberico Albricci 8, 20122 Milano Italy - info@digitaldreams.it

    Questo blog non è una testata giornalistica registrata, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità; non rientra pertanto tra le pubblicazioni soggette agli obblighi previsti dalla legge n. 62 del 7 marzo 2001.

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.