Quando la partita sembrava essersi complicata, l’Italia ha cambiato marcia. Le azzurre battono la Polonia 3-1 nella semifinale degli Europei 2026 e conquistano il pass per la finale di domani dove affronteranno le padrone di casa della Turchia, al termine di una sfida che ha messo alla prova soprattutto la capacità della squadra di reagire alle difficoltà. Dopo aver dominato i primi due set, la formazione di Julio Velasco ha subito il ritorno delle polacche, ma nel momento decisivo ha ritrovato muro, ritmo e personalità.
Il primo set è stato un monologo italiano. Egonu ha iniziato a martellare, Orro ha distribuito il gioco con precisione e il muro azzurro ha subito tolto certezze alle avversarie. Il 25-13 racconta perfettamente la superiorità mostrata dall’Italia, capace di imporre il proprio ritmo fin dalle prime battute.
La musica non è cambiata nel secondo parziale. La Polonia ha provato a rimanere agganciata, ma le azzurre hanno continuato a trovare soluzioni diverse e a sfruttare la qualità del muro. Fahr, Sylla e Danesi hanno dato un contributo prezioso e l’Italia ha chiuso 25-19, portandosi a un solo set dalla finale.
Poi, però, è arrivato il blackout. La Polonia ha modificato il proprio assetto e l’ingresso di Szczurowska ha cambiato completamente l’inerzia della partita. La giocatrice polacca ha immediatamente trovato ritmo e punti, mentre l’Italia ha perso continuità e precisione. Egonu ha commesso qualche errore di troppo e nemmeno il doppio cambio è riuscito a spezzare la spinta delle avversarie.
Il 25-21 della Polonia ha riaperto la semifinale e ha portato le azzurre dentro un quarto set delicatissimo. L’inizio è stato addirittura peggiore: le polacche sono volate sul 6-2, sfruttando ancora le giocate di Szczurowska e qualche difficoltà italiana in ricezione.
Ed è proprio lì che è arrivata la risposta della squadra di Velasco. Il muro azzurro ha acceso la rimonta e Antropova ha trovato il punto che ha cambiato definitivamente l’inerzia, stampando Szczurowska per il 12-9. Da quel momento l’Italia ha ripreso il controllo della partita.
Egonu ha cancellato gli errori del set precedente con alcune giocate di enorme qualità, Orro ha continuato a distribuire palloni con intelligenza e Danesi ha trovato punti pesanti. Anche Sylla ha alzato il livello in contrattacco, mentre Fahr ha continuato a essere una presenza decisiva a muro.
Il vantaggio è diventato rapidamente rassicurante e la Polonia non ha più trovato la stessa energia del terzo set. Dal 12-9 l’Italia ha accelerato fino al 21-14, prima di amministrare il finale senza concedere ulteriori occasioni. A chiudere la semifinale è stata proprio Danesi con un primo tempo: 25-16, 3-1 e festa azzurra.
È una vittoria che racconta bene questa Italia: dominante quando riesce a imporre il proprio gioco, ma soprattutto capace di reagire quando la partita prende una piega pericolosa. I cali di concentrazione restano un aspetto da limare, ma la semifinale ha restituito una certezza importante: le azzurre sanno soffrire senza smettere di crederci.
