Kimi Antonelli ha fatto la mossa decisiva nella corsa al titolo: a Singapore il pilota della Mercedes ha chiuso al terzo posto, alle spalle di Max Verstappen e Charles Leclerc, e ha portato a casa altri 15 punti che lo spingono a quota 340. Il suo compagno di squadra George Russell, invece, ha vissuto una domenica da dimenticare: nono al traguardo, ha incassato solo due punti. Il distacco in classifica è ora di 102 lunghezze, con Antonelli a 340 e Russell a 238.
Un margine così ampio cambia la prospettiva del campionato, perché Austin, tappa del 25 ottobre, offre al giovane italiano la prima possibilità matematica di vincere il Mondiale. Per riuscirci, Antonelli dovrà uscire dal Gran Premio degli Stati Uniti con almeno 125 punti di vantaggio su tutti gli inseguitori. Servirà quindi un successo in Texas, accompagnato da un risultato modesto di Russell, che dovrebbe chiudere nono o peggio.
La logica dei numeri è lineare: mancherebbero cinque gare e quindi 125 punti disponibili, ma con 125 di margine nemmeno il bottino pieno basterebbe a Russell. Nello scenario più estremo, con cinque vittorie del britannico e zero punti per Antonelli, i due arriverebbero a pari punti. A decidere sarebbe il numero di successi stagionali: nove per Kimi contro otto per Russell, e il titolo andrebbe comunque all’italiano.

L’aritmetica, però, tiene ancora in gioco altri quattro piloti, anche se con possibilità molto ridotte. Lewis Hamilton è a 111 punti da Antonelli e per restare vivo, nel caso di vittoria del leader ad Austin, dovrebbe chiudere tra i primi quattro, un traguardo che Singapore ha mostrato non essere scontato. Verstappen, quarto a 119 punti dopo il successo nell’ultima gara, sulla carta non è fuori, ma uscirebbe di scena se Antonelli vincesse in Texas. Stessa sorte per Leclerc, staccato di 125 punti, e per Lando Norris, a 139.
Il quadro dei possibili verdetti di Austin è quindi chiaro. Con una vittoria di Antonelli sarebbero eliminati Verstappen, Leclerc e Norris, mentre Russell dovrebbe arrivare tra i primi otto e Hamilton tra i primi quattro per prolungare la sfida.
Per la Mercedes la situazione è particolare: la corsa al titolo si decide tutta in casa, tra due piloti con la stessa macchina, ma con un andamento nettamente a favore del più giovane. Antonelli ha dalla sua la continuità dei piazzamenti e un vantaggio che gli permette di gestire il finale di stagione con maggiore serenità. Russell, al contrario, ha bisogno di una reazione immediata, perché ogni gara persa avvicina l’ipotesi di festeggiamenti anticipati.
