Si è chiusa con due successi la sesta giornata di Serie A. Nei posticipi del lunedì hanno vinto sia l’Atalanta sia il Torino, ma a prendersi la scena non è stato quello che è successo in campo. Il momento più atteso della serata è arrivato dagli spalti, dove i tifosi bergamaschi hanno affidato agli striscioni unmessaggio duro e diretto.
Il bersaglio della protesta è ampio. Nel mirino sono finite la FIGC e le televisioni che detengono i diritti delle partite del campionato, accusate di aver trasformato il calendario in un lungo “spezzatino” che si estende dal venerdì al lunedì. Una formula che, negli ultimi anni, ha complicato la vita a chi segue la squadra dal vivo.
Il caso più evidente è quello del posticipo del lunedì alle 18:30. Per moltissimi appassionati che vorrebbero andare allo stadio, quell’orario è quasi impossibile da rispettare, perché a quell’ora sono ancora al lavoro. Il risultato è che chi riempie le curve e sostiene la squadra si ritrova spesso costretto a rinunciare.
La contestazione non ha risparmiato nemmeno i vertici del calcio italiano. Tra i temi toccati dai tifosi c’è anche la vicenda del presidente federale Malagò, protagonista del singolare caso del commissariamento di sé stesso, finito anch’esso sotto accusa dagli spalti.
Ma la mobilitazione della tifoseria nerazzurra guarda già alla prossima partita. Per la trasferta di Milano contro il Milan, infatti, è in vigore il divieto di vendere i biglietti del settore ospiti a chi non possiede la tessera del tifoso. Una limitazione che lascia fuori dallo stadio molti sostenitori dell’Atalanta.
La risposta dei tifosi non si è fatta attendere. Visto che non potranno entrare a San Siro, hanno deciso di non lasciare comunque solo il gruppo: accompagneranno il pullman della squadra con un corteo di moto, seguendolo lungo il viaggio verso Milano. Un modo originale per far sentire la propria vicinanza ai giocatori e, allo stesso tempo, ribadire il proprio dissenso verso le regole che limitano la presenza del tifo organizzato nelle trasferte.
Il successo dei bergamaschi e quello granata chiudono, dunque, una giornata di campionato in cui il messaggio dalle curve ha avuto la stessa risonanza dei tre punti. Le istituzioni del calcio, per ora, restano sotto osservazione.
