Andy Roddick ha lanciato un’ipotesi che sta facendo discutere il mondo del tennis: Jannik Sinner starebbe utilizzando lo stop forzato per l’infortunio al ginocchio non solo per recuperare dalla tendinopatia, ma per rimettere a posto l’intero organismo dopo anni di sollecitazioni estreme.
L’ex numero 1 del mondo ha espresso la sua teoria nel podcast condotto insieme al giornalista Jon Wertheim, suggerendo che il campione altoatesino avrebbe pianificato una messa a punto completa del fisico durante i circa sei mesi di assenza dai campi, che si protrarranno fino ai primi del 2027.
L’ultimo incontro disputato da Sinner risale al 12 luglio, la vittoriosa finale di Wimbledon contro Sascha Zverev. Da allora, il silenzio sulle reali condizioni del tennista azzurro ha alimentato speculazioni e domande da parte di esperti e appassionati.
“Ho il sospetto che Jannik stia usando questo periodo di pausa per il problema al ginocchio per risolvere altri tipi di problemi. Non ho informazioni specifiche a riguardo, eppure se mi trovassi in quella situazione sarebbe un ragionamento logico da fare. Penserei: possiamo prendere due piccioni con una fava“
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Secondo l’ex campione americano, il fisico di Sinner è stato sottoposto a stress intensi negli ultimi anni. La strategia ipotizzata da Roddick prevederebbe quindi un recupero a 360 gradi per tornare agli Australian Open del prossimo anno al top della forma sotto ogni punto di vista, non limitandosi alla sola risoluzione del problema al ginocchio.
La discussione si è poi spostata sulla riservatezza mantenuta da Sinner riguardo alle sue condizioni fisiche. Il giornalista Wertheim ha notato come in altri sport, citando il caso del giocatore di football Jackson Dart, gli aggiornamenti medici siano continui e dettagliati. Nel tennis, e in particolare nel caso di Sinner, le informazioni sono state decisamente più scarne.
L’azzurro si è limitato a un video con l’annuncio dello stop e a poche parole generiche sulla tendinopatia, senza fornire dettagli clinici o tempistiche precise. Alcuni hanno fatto il confronto con Emma Navarro, che ha raccontato nel dettaglio il proprio percorso di recupero, evidenziando la differenza di approccio comunicativo.
Roddick ha però difeso la scelta di Sinner: “Il fatto che una persona scelga di aprirsi non significa che tutti debbano seguire la stessa strada. È una scelta personale. Sarebbe diverso se si trattasse di un infortunio grave, ma Sinner è sempre stato molto riservato e non ha mai parlato molto di sé“.
L’ex tennista ha ricordato come questa riservatezza sia un tratto distintivo del fuoriclasse altoatesino, manifestato anche durante il caso doping dello scorso anno. “Quello è il suo modo di agire, lo fa sentire a suo agio e va benissimo così. Non ha senso giustificare dettagliatamente ogni rinuncia a un torneo“, ha aggiunto Roddick.
Per quanto riguarda il confronto con gli sport di squadra, Roddick ha chiarito che si tratta di contesti completamente diversi, dove le dinamiche di comunicazione sugli infortuni seguono logiche differenti rispetto agli sport individuali come il tennis.
Guardando al futuro, l’ex numero 1 ha espresso fiducia nelle potenzialità di Sinner: “Può arrivare a vincere 12, 15 e magari, con Alcaraz, 20 Slam. Sappiamo di cosa è capace ai massimi livelli. Ma per arrivare al livello dei Big Three, che merita, il suo fisico deve reggere davvero a lungo“.
La preparazione del tennista azzurro è comunque già cominciata dopo un mese di riposo trascorso in famiglia, lontano dalla racchetta. Ora resta una domanda centrale: Sinner sarà pienamente recuperato per gli Australian Open, dove dovrà difendere il titolo conquistato nel 2025?
