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    Home»Calcio»Mourinho torna all’Olimpico e i romanisti impazziscono: la canzone che sta invadendo TikTok e Instagram prima di Roma-Real Madrid
    Calcio

    Mourinho torna all’Olimpico e i romanisti impazziscono: la canzone che sta invadendo TikTok e Instagram prima di Roma-Real Madrid

    Tiziana MorgantiBy Tiziana Morganti14 Ottobre 2026 15:23Updated:14 Ottobre 2026 15:41Nessun commento3 Mins Read
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    Mourinho quando era allenatore alla Roma
    Mourinho quando era allenatore alla Roma
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    Roma-Real Madrid sarà una notte speciale, e non solo per la posta in gioco in Champions League. All’Olimpico va in scena anche il ritorno di José Mourinho, l’uomo che per quasi mille giorni ha fatto battere il cuore del popolo giallorosso. E il popolo giallorosso, a modo suo, ha già cominciato a salutarlo: sui social.

    Da ieri Instagram e TikTok si sono riempiti di video e foto dello Special One, in molti casi realizzati anche con l’intelligenza artificiale, tutti accompagnati dalla stessa colonna sonora: Mille giorni di te e di me di Claudio Baglioni. A rendere virale il fenomeno è soprattutto un passaggio del brano in cui il cantautore presenta un vecchio amico e parla di un amore destinato a durare oltre l’addio. Per i tifosi della Roma è impossibile non leggerci la storia con Mourinho.

    I numeri, del resto, spiegano tutto. Dal 4 maggio 2021, giorno dell’annuncio ufficiale che sorprese l’intera Italia calcistica, al 16 gennaio 2024, quando arrivò un freddo comunicato diffuso alle nove del mattino, passarono 987 giorni. Quasi mille, appunto, come il titolo della canzone. In quel periodo il tecnico portoghese è diventato anima e cuore dei romanisti, e non solo per la conquista della Conference League, il trofeo che ha riportato la gioia in una piazza abituata ad attese lunghissime.

    Le dediche che circolano online raccontano un legame mai spezzato. C’è chi scrive che certi amori non conoscono esoneri, chi confessa di aspettare dal giorno dell’addio proprio questa partita. C’è chi, con una punta di ironia, ammette che i ricordi di mille giorni insieme si mescolano alla voglia di battere il proprio ex allenatore, esattamente come piace a lui. E c’è chi riassume lo spirito della serata con una promessa: in campo si farà di tutto contro di lui, fuori si farà di tutto per lui.

    Un rapporto di questo tipo non ha molti precedenti. Mourinho resta l’unico allenatore capace di far vincere un trofeo alla Roma negli ultimi diciotto anni, e la tifoseria non intende dimenticarlo. All’Olimpico riceverà l’omaggio che si è guadagnato sul campo, tra applausi e commozione.

    Ma una volta finiti i saluti, il pallone tornerà a pretendere il suo spazio. Sulla panchina giallorossa c’è Gian Piero Gasperini, che ha portato la squadra in Champions al primo tentativo e che sogna di scrivere una pagina di storia, stasera e negli anni a venire. Il tecnico sa benissimo che l’amore dei romanisti per Mourinho è giusto e sincero, ma sa altrettanto bene che i 65mila spettatori dello stadio spingeranno i suoi giocatori verso l’impresa contro i Blancos.

    Sarà quindi una serata a due anime: l’abbraccio per chi ha segnato un’epoca e la voglia di far cadere un gigante d’Europa. Il cuore dell’Olimpico, stavolta, dovrà battere per tutti e due. Poi, al fischio d’inizio, resterà solo una domanda: a chi sorriderà la notte?

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    Tiziana Morganti
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    Sono romana doc, di quelle vere, nata e cresciuta nel cuore della Capitale, a due passi dal Colosseo, con il Tevere praticamente come vicino di casa. Laureata in Storia Moderna e Contemporanea, ho sempre avuto un debole per i racconti che lasciano il segno, ma è stato lo sport a indicarmi la direzione giusta per iniziare a scrivere: tutto merito (o colpa) di una passione sfrenata per il tennis e di un certo Boris Becker, che da bambina mi ha fatto innamorare di rovesci e tuffi in aria come fosse normale amministrazione. Da lì il passo è stato breve: prima sugli spalti del Foro Italico, tifosa sfegatata e poi hostess degli Internazionali d'Italia, con il naso all'insù a guardare i campioni da vicinissimo; poi, complice l'evoluzione, mia e del tennis italiano, dritta a Radio Incontro e sulle pagine web a raccontarlo. Oggi la mia bussola si chiama Jannik Sinner, e se un tempo sognavo il rovescio a una mano di Becker, adesso mi godo ogni suo dritto lungolinea con la stessa emozione di una bambina sugli spalti.

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