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    Home»Tennis»Jodar perde la testa a Shanghai: insulta il raccattapalle, arriva il warning e scoppia la polemica
    Tennis

    Jodar perde la testa a Shanghai: insulta il raccattapalle, arriva il warning e scoppia la polemica

    Tiziana MorgantiBy Tiziana Morganti14 Ottobre 2026 16:03Nessun commento3 Mins Read
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    Rafael Jodar
    Rafael Jodar
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    Vincere una partita importante e ritrovarsi al centro delle polemiche per il proprio comportamento. È quanto accaduto a Rafael Jodar, protagonista di un episodio spiacevole durante gli ottavi di finale del Masters 1000 di Shanghai. Il giovane tennista spagnolo ha superato l’olandese Botic Van de Zandschulp in rimonta, ma a far discutere è stato soprattutto il suo atteggiamento nei confronti di un raccattapalle.

    La scena si è verificata all’inizio del secondo set, in una fase delicata dell’incontro. Dopo aver perso il primo parziale al tie-break, Jodar stava cercando di rimettere in piedi una partita combattuta, nella quale la tensione si era fatta sentire. Durante il gioco, lo spagnolo si è rivolto a un raccattapalle che si stava avvicinando per consegnargli l’asciugamano, utilizzando un’espressione volgare e un tono decisamente poco rispettoso.

    Un’uscita che non è passata inosservata al giudice di sedia, intervenuto immediatamente per richiamare Jodar al rispetto delle regole di comportamento. L’arbitro ha inflitto allo spagnolo un warning per condotta antisportiva. La decisione, tuttavia, non è stata accolta senza contestazioni.Jodar ha cercato di giustificarsi, sostenendo di non aver detto nulla di offensivo e manifestando apertamente il proprio disappunto per l’ammonizione ricevuta.

    Il tennista Rafael Jodar
    Il tennista Rafael Jodar

    La risposta dell’arbitro è stata netta. Il giudice di sedia ha spiegato di non poter ripetere le parole pronunciate, ma ha ribadito che il problema non riguardava la richiesta dell’asciugamano in sé, bensì il modo in cui il giocatore si era rivolto al raccattapalle. Un richiamo che ha riportato al centro dell’attenzione un aspetto fondamentale dello sport professionistico: la gestione della frustrazione non può diventare una giustificazione per trattare male chi lavora a bordo campo.

    Sul piano sportivo, Jodar, comunque, è riuscito a reagire. Dopo aver ceduto il primo set per 7-6(4), lo spagnolo ha conquistato il secondo parziale per 6-4 e ha chiuso la partita con un netto 6-2, qualificandosi ai quarti di finale dopo oltre due ore e mezza di gioco.

    Adesso lo attende Casper Ruud, approdato al turno successivo dopo il ritiro di Felix Auger-Aliassime nel corso del primo set. Una sfida importante per le ambizioni del giovane spagnolo, che a Shanghai ha dimostrato di saper lottare anche nei momenti più complicati.

    Resta però l’episodio con il raccattapalle, destinato a dividere le opinioni tra chi sottolinea la pressione agonistica e chi considera imprescindibile il rispetto nei confronti di ogni figura presente in campo. Per Jodar, la prossima partita sarà anche un’occasione per riportare l’attenzione esclusivamente sul tennis

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    Tiziana Morganti
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    Sono romana doc, di quelle vere, nata e cresciuta nel cuore della Capitale, a due passi dal Colosseo, con il Tevere praticamente come vicino di casa. Laureata in Storia Moderna e Contemporanea, ho sempre avuto un debole per i racconti che lasciano il segno, ma è stato lo sport a indicarmi la direzione giusta per iniziare a scrivere: tutto merito (o colpa) di una passione sfrenata per il tennis e di un certo Boris Becker, che da bambina mi ha fatto innamorare di rovesci e tuffi in aria come fosse normale amministrazione. Da lì il passo è stato breve: prima sugli spalti del Foro Italico, tifosa sfegatata e poi hostess degli Internazionali d'Italia, con il naso all'insù a guardare i campioni da vicinissimo; poi, complice l'evoluzione, mia e del tennis italiano, dritta a Radio Incontro e sulle pagine web a raccontarlo. Oggi la mia bussola si chiama Jannik Sinner, e se un tempo sognavo il rovescio a una mano di Becker, adesso mi godo ogni suo dritto lungolinea con la stessa emozione di una bambina sugli spalti.

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