Una conferenza stampa, convocata dal Livorno alla vigilia del derby con il Grosseto, che si è rivelata molto intensa e piena di emozioni. Accanto all’allenatore degli amaranto, Cristiano Lucarelli, sedeva anche il fratello Alessandro, direttore sportivo del club, per affrontare una questione che aveva scatenato polemiche sui social network e che riguardava il difensore Samuele Regazzetti.
Nei giorni scorsi la società aveva pubblicato un comunicato per annunciare l’indisponibilità del giocatore a causa di un intervento chirurgico programmato, senza entrare in alcun dettaglio, per rispetto alla privacy del giocatore. Subito dopo si sono scatenati dei violenti sulla pagina Facebook del Livorno, con alcuni tifosi che accusavano la dirigenza di aver acquistato un calciatore già destinato a operarsi.
Alessandro Lucarelli ha voluto fare chiarezza dopo aver ricevuto il consenso del giocatore e della famiglia. La verità dietro quell’intervento programmato era ben diversa da quanto ipotizzato: Samuele Regazzetti aveva scoperto di avere un tumore al testicolo pochi giorni prima della partita contro la Pianese. Il direttore sportivo ha raccontato come il ragazzo, classe 2004 cresciuto nel settore giovanile della Cremonese e arrivato a Livorno nell’ultima finestra di mercato, avesse reagito alla diagnosi con una scelta che ha lasciato tutti senza parole.
Nonostante la notizia devastante per un ventenne, Regazzetti ha chiesto di continuare ad allenarsi e di giocare le partite programmate fino al giorno dell’operazione. Ha disputato due gare di campionato prima di sottoporsi all’intervento per la rimozione del tumore, eseguito lunedì 12 ottobre in day hospital presso l’ospedale di Livorno dal primario Maurizio De Maria. Il direttore sportivo ha riferito che il calciatore era rientrato a casa la sera stessa e che al momento delle dichiarazioni stava bene.
Le parole di Cristiano Lucarelli sono state ancora più dure nei confronti di chi aveva commentato senza sapere. L’allenatore del Livorno ha dichiarato che leggendo quei messaggi si era vergognato per la prima volta nella sua vita di essere livornese. Una frase che pesa, pronunciata da una figura simbolo del calcio cittadino, e che fotografa il disgusto per commenti definiti beceri e ignobili.
Il fratello Alessandro ha rincarato la dose: “A volte bisognerebbe collegare il cervello, soprattutto quando non sappiamo le cose“. Il dirigente ha spiegato che sotto al post social aveva letto critiche veramente sgradevoli, con persone convinte che la società avesse deliberatamente acquistato un giocatore infortunato. Nessuno di quei commentatori sapeva che l’intervento non riguardava l’aspetto calcistico ma una diagnosi di tumore scoperta quindici giorni prima.
Regazzetti, terzino destro arrivato a titolo definitivo dal settore giovanile della Cremonese, aveva collezionato fino a quel momento nove presenze tra campionato e Coppa Italia di Serie C. La sua storia nella scorsa stagione era passata per il Girone A con l’Ospitaletto, prima del trasferimento in Toscana. La scelta di restare con la squadra, di allenarsi e di scendere in campo pur conoscendo la propria condizione sanitaria rappresenta un gesto che il club ha voluto valorizzare, pur senza trasformarlo in un obbligo o in un modello universale.
Cristiano Lucarelli ha raccontato di essere rimasto profondamente colpito dalla volontà del ragazzo di continuare a giocare. “La cosa che da tifoso e da allenatore mi ha commosso di tutta questa situazione è il fatto che lui abbia voluto giocare ugualmente. Non c’è cosa più bella per chi ama il Livorno“, ha detto l’allenatore, aggiungendo che la partita con il Grosseto assumeva per questo un valore molto emotivo e che la squadra avrebbe voluto dedicare una bella prestazione a Samuele.
Alessandro Lucarelli ha chiarito che la priorità è la guarigione, non i tempi di rientro in campo. “Speriamo al 99% di aver risolto il problema. Naturalmente i tempi di recupero passano in ultimo piano, oggi conta solo che guarisca. Noi siamo e saremo qui ad aspettarlo“, ha dichiarato il direttore sportivo. Non esistono scadenze fissate per il ritorno all’attività: il percorso dipenderà dal decorso postoperatatorio e dalle valutazioni degli specialisti.
