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    Home»Storie»Il gesto silenzioso di Haaland che ha fatto piangere la Norvegia intera
    Storie

    Il gesto silenzioso di Haaland che ha fatto piangere la Norvegia intera

    Tiziana MorgantiBy Tiziana Morganti10 Luglio 2026 20:00Nessun commento2 Mins Read
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    Haaland, attaccante della Norvegia
    Haaland, attaccante della Norvegia - Wkimedia
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    Erling Haaland non è soltanto uno degli attaccanti più forti: è anche un calciatore capace di emozionare senza filtri, senza comunicati stampa e senza mediazioni. In Inghilterra lo temono al punto che un’agenzia di viaggi gli ha scherzosamente offerto vacanze gratis a vita, a patto che inizino subito. In Norvegia, invece, i tifosi gli ha affidato tutti i loro sogni calcistici, commuovendosi profondamente anche per un suo gesto lontano dai riflettori del campo.

    La vicenda riguarda Dennis, un bambino di appena sei anni morto dopo essere stato investito da un’auto in una zona residenziale del comune di Time, nella contea di Stavanger, non lontano dai luoghi in cui lo stesso Haaland è cresciuto. A rendere ancora più drammatica la storia è stato il comportamento del conducente, che non si è fermato a prestare soccorso: un episodio raro e scioccante per un Paese come la Norvegia, che ha suscitato un’eco enorme in tutta la nazione.Dennis era anche un piccolo tifoso sfegatato di Haaland: girava con la maglia del Manchester City e quella della Nazionale norvegese, e sognava di diventare come il suo idolo.

     

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    Quando l’attaccante e la sua famiglia sono venuti a conoscenza della storia e hanno visto le foto del bambino, hanno deciso di agire concretamente, inviando a casa una maglia autografata. È stato il padre di Dennis, Thomas Skjorestad, a rendere pubblico il gesto, postando su Instagram l’immagine della maglietta insieme alla lettera che l’accompagnava, ringraziando Haaland per un’emozione descritta come mai provata prima, certo che il figlio, se fosse stato ancora lì, ne sarebbe stato orgogliosissimo.

    Haaland, dal canto suo, ha voluto rivolgersi direttamente alla famiglia con parole semplici ma sentite, riconoscendo l’impossibilità di comprendere fino in fondo un dolore simile, ma assicurando la propria vicinanza, insieme a quella di tante altre persone.

    Così, una settimana dopo l’incidente, nel pieno della competizione mondiale, Haaland ha scelto comunque di dedicare tempo ed energie a un gesto privato. Questo ha dimostrato la sua capacità di essere un punto di riferimento non solo sul campo, ma anche fuori, dimostrando che la vera grandezza si misura anche nei gesti che restano lontani dai riflettori.

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    Tiziana Morganti
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    Sono romana doc, di quelle vere, nata e cresciuta nel cuore della Capitale, a due passi dal Colosseo, con il Tevere praticamente come vicino di casa. Laureata in Storia Moderna e Contemporanea, ho sempre avuto un debole per i racconti che lasciano il segno, ma è stato lo sport a indicarmi la direzione giusta per iniziare a scrivere: tutto merito (o colpa) di una passione sfrenata per il tennis e di un certo Boris Becker, che da bambina mi ha fatto innamorare di rovesci e tuffi in aria come fosse normale amministrazione. Da lì il passo è stato breve: prima sugli spalti del Foro Italico, tifosa sfegatata e poi hostess degli Internazionali d'Italia, con il naso all'insù a guardare i campioni da vicinissimo; poi, complice l'evoluzione, mia e del tennis italiano, dritta a Radio Incontro e sulle pagine web a raccontarlo. Oggi la mia bussola si chiama Jannik Sinner, e se un tempo sognavo il rovescio a una mano di Becker, adesso mi godo ogni suo dritto lungolinea con la stessa emozione di una bambina sugli spalti.

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