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    Home»Calcio»La nuova maglia dell’Inter parla americano: un dettaglio richiama il baseball
    Calcio

    La nuova maglia dell’Inter parla americano: un dettaglio richiama il baseball

    Tiziana MorgantiBy Tiziana Morganti17 Luglio 2026 16:00Nessun commento3 Mins Read
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    La seconda maglia dell'Inter
    La seconda maglia dell'Inter
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    Nella notte italiana, direttamente dagli Stati Uniti, l’Inter ha alzato il sipario sulla seconda maglia per la stagione 2026/27. Il nuovo Away Kit, firmato ancora una volta da Nike, è stato presentato al Fanatics Fest di New York, l’evento numero uno al mondo dedicato al merchandising e a ella passione sportiva, scelto dal club nerazzurro come palcoscenico ideale per un lancio a stelle e strisce.

    Indice

    • Un tributo al baseball americano
    • I volti scelti per la campagna
    • Dove acquistare la nuova maglia
    • Una strategia di marketing globale

    Un tributo al baseball americano

    Il filo conduttore del nuovo kit è dichiaratamente lo sport più identitario degli Stati Uniti: il baseball e, in modo particolare lo stile che caratterizza da sempre gli Yankees. Non a caso, negli USA questa disciplina viene considerata molto più di un semplice gioco: nel corso dei decenni è diventata un vero fenomeno di costume, capace di influenzare la moda, il design e l’estetica sportiva ben oltre i confini del diamante.

    L’Inter ha scelto di reinterpretare questo immaginario iconico attraverso la propria identità visiva, mescolando i codici tipici delle uniformi da baseball americane con i colori e i richiami storici del club meneghino, dando vita a una maglia che strizza l’occhio tanto ai tifosi italiani quanto al pubblico statunitense, mercato sempre più centrale per le strategie commerciali dei grandi club europei.

    I volti scelti per la campagna

    Per il lancio del nuovo Away Kit, l’Inter ha puntato su alcuni dei protagonisti della rosa maschile: Manuel Akanji, Nicolò Barella e Federico Dimarco sono stati i volti scelti per rappresentare la nuova maglia, mentre per la squadra femminile il testimonial individuato è stato Karolína Lea Vilhjalmsdóttir.
    Non è mancata inoltre una presenza speciale sul palco newyorkese: Christian Vieri, ex bomber e figura simbolo della storia recente del club, ha partecipato di persona all’evento di presentazione, contribuendo a dare ulteriore risalto mediatico all’iniziativa e regalando ai presenti un tuffo nel passato nerazzurro.

    Dove acquistare la nuova maglia

    Il nuovo Away Kit 2026/27 è già disponibile all’acquisto da venerdì 17 luglio, attraverso diversi canali: lo store online ufficiale store.inter.it, il sito nike.com, gli Inter Store di Milano (sia quello del centro città sia quello di San Siro) e una selezione di negozi Nike e rivenditori autorizzati sparsi sul territorio. La maglia sarà indossata da tutte le squadre del club, dalla prima squadra fino alle formazioni giovanili, nel corso dell’intera stagione sportiva.

    Una strategia di marketing globale

    La scelta di presentare il kit a New York, anziché a Milano, non è casuale: conferma la volontà dell’Inter di consolidare la propria presenza internazionale, puntando su eventi capaci di generare visibilità globale e di intercettare un pubblico sempre più ampio, in particolare quello statunitense, cresciuto negli ultimi anni sia per interesse verso il calcio europeo sia per la crescente popolarità delle collaborazioni tra club e brand sportivi a stelle e strisce.

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    Tiziana Morganti
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    Sono romana doc, di quelle vere, nata e cresciuta nel cuore della Capitale, a due passi dal Colosseo, con il Tevere praticamente come vicino di casa. Laureata in Storia Moderna e Contemporanea, ho sempre avuto un debole per i racconti che lasciano il segno, ma è stato lo sport a indicarmi la direzione giusta per iniziare a scrivere: tutto merito (o colpa) di una passione sfrenata per il tennis e di un certo Boris Becker, che da bambina mi ha fatto innamorare di rovesci e tuffi in aria come fosse normale amministrazione. Da lì il passo è stato breve: prima sugli spalti del Foro Italico, tifosa sfegatata e poi hostess degli Internazionali d'Italia, con il naso all'insù a guardare i campioni da vicinissimo; poi, complice l'evoluzione, mia e del tennis italiano, dritta a Radio Incontro e sulle pagine web a raccontarlo. Oggi la mia bussola si chiama Jannik Sinner, e se un tempo sognavo il rovescio a una mano di Becker, adesso mi godo ogni suo dritto lungolinea con la stessa emozione di una bambina sugli spalti.

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