Non usa mezzi termini Luca Cordero di Montezemolo quando si tratta di parlare della Ferrari che fu sua per oltre vent’anni. L’ex presidente del Cavallino, tornato a più riprese sulle pagine dei giornali per commentare la stagione 2026 della Scuderia, ha lanciato un nuovo affondo destinato a far discutere l’ambiente di Maranello: “La Ferrari non solo non vince ma non è neanche competitiva”, ha dichiarato, ammettendo apertamente la fatica personale nell’accettare un simile scenario per un marchio che considera parte della propria storia.
Le parole del dirigente, che ha guidato la Ferrari dal 1991 al 2014 attraversando gli anni d’oro di Michael Schumacher, arrivano in un momento particolarmente delicato per il team italiano. Nonostante il cambio di regolamento tecnico che ha azzerato i valori in campo nel 2026, offrendo teoricamente a tutti i costruttori la stessa possibilità di ripartire da zero, la Scuderia non è riuscita a colmare il divario dalla Mercedes, che si è confermata la forza dominante del nuovo corso.
Montezemolo, che già in avvio di stagione aveva definito la SF-26 “una vettura buona, ma non da titolo”, ha proseguito la propria analisi critica lungo tutto il campionato, puntando il dito più volte contro la gestione interna della squadra. In particolare, l’ex numero uno di Maranello ha parlato di una carenza di leadership ai vertici, sottolineando la solitudine con cui il team principal Frédéric Vasseur si troverebbe a gestire scelte delicate, comprese quelle relative agli ordini di scuderia tra Charles Leclerc e Lewis Hamilton, tema esploso dopo le polemiche seguite al Gran Premio d’Olanda.

Non è mancato nemmeno un riferimento al rimpianto legato ad Andrea Kimi Antonelli, il giovane pilota italiano che con la Mercedes sta dominando il Mondiale 2026, diventando peraltro il primo connazionale a vincere un Gran Premio dopo Giancarlo Fisichella nel 2006. Secondo la ricostruzione di Montezemolo, un giovanissimo Antonelli sarebbe stato a un passo dal firmare per la Ferrari, prima che la trattativa sfumasse per una decisione dell’allora team principal Maurizio Arrivabene, legata all’assenza di una struttura adeguata per seguire piloti così giovani.
Il quadro complessivo tracciato dall’ex presidente resta comunque quello di un’occasione che rischia di andare sprecata: con un Leclerc nel pieno della maturità sportiva e un Hamilton che porta in dote sette titoli mondiali, la Ferrari avrebbe a disposizione una coppia di piloti da top team, ma non ancora una vettura all’altezza delle ambizioni. Un paradosso che, secondo Montezemolo, non può più essere giustificato con le solite attenuanti.
Le sue dichiarazioni, per quanto dure, restano quelle di un uomo che continua a definirsi profondamente legato al marchio: la critica, spiega più volte, nasce proprio dall’affetto e dal desiderio di rivedere la Ferrari tornare a lottare per un titolo che manca dal 2007 in campo piloti e dal 2008 tra i costruttori.
