I Mondiali di calcio del 2026, previsti in Canada, Stati Uniti e Messico, risentiranno delle politiche restrittive di Donald Trump. Una nuova normativa, firmata dal presidente, limita l’ingresso negli Stati Uniti a cittadini di cinque Paesi: Burkina Faso, Mali, Niger, Siria e Sud Sudan. Restrizioni anche per chi possiede documenti dell’Autorità nazionale palestinese.
Le nazionali di Iran e Haiti, già soggette a un blocco totale, affronteranno la competizione senza il supporto dei loro tifosi, poiché i loro match di qualificazione si disputeranno tutti sul suolo statunitense. Ma non finisce qui. Anche i sostenitori della Costa d’Avorio e del Senegal affronteranno difficoltà, dato che due dei loro incontri si svolgeranno negli USA.
La normativa non colpisce gli atleti e i diplomatici, che potranno entrare liberamente, ma coinvolge coniugi, fratelli, figli adulti e genitori di cittadini americani, insieme agli studenti internazionali. La lista di Paesi con restrizioni parziali include Angola, Antigua e Barbuda, Benin, Costa d’Avorio, Dominica, Gabon, Gambia, Malawi, Mauritania, Nigeria, Senegal, Tanzania, Tonga, Zambia e Zimbabwe.
Le nuove misure rendono difficoltoso l’accesso anche per i tifosi ivoriani e senegalesi, mentre per le altre nazionali coinvolte l’impatto sarà minore. L’amministrazione Trump giustifica tali decisioni con esigenze di sicurezza interna, segnando così un altro capitolo nel dibattito sulle politiche di immigrazione e sicurezza degli Stati Uniti.