Alla vigilia di Inter-Napoli, Cristian Chivu mette da parte la rivalità e prende posizione in difesa di Massimiliano Allegri. Il tecnico nerazzurro ha riservato parole importanti al collega, ricordandone il palmarès e il peso nella storia recente della Serie A. Dall’altra parte, l’allenatore del Napoli ha invece invitato alla prudenza su alcuni giocatori e indicato proprio l’Inter tra le squadre favorite per lo scudetto.
Chivu ha affrontato anche il tema degli scontri diretti, rifiutando una definizione troppo rigida del concetto: per l’allenatore dell’Inter ogni partita può diventare uno scontro diretto. Da qui la provocazione su Milan e Juventus, finite lontane dalle prime posizioni nella stagione precedente.
“Cosa vuol dire ‘scontro diretto’? Affrontare le grandi squadre per tradizione in generale o solo le squadre che arrivano tra le prime quattro? E allora Milan e Juve dove le lasciamo, perché l’anno scorso sono finite tanto indietro. Quelli non sono più scontri diretti? Napoli e Como invece sono scontri diretti? In realtà, per me sono tutti degli scontri diretti, anche contro le ultime… L’anno scorso a questo punto avevamo tre punti in meno, ma sappiamo che il Napoli sarà agguerrito“.
Il passaggio più significativo, però, è arrivato parlando di Allegri. Chivu ha sottolineato la propria stima per il tecnico del Napoli, ricordando i sei scudetti conquistati in carriera. Una risposta netta alle critiche ricevute dall’allenatore livornese.
Secondo Chivu, affrontare una squadra guidata da Allegri significa essere pronti a molteplici scenari: il tecnico azzurro, grazie alla sua esperienza, sa leggere le caratteristiche dell’avversario e preparare diverse soluzioni. L’Inter, però, non vuole rinunciare alla propria identità e punta a mantenere un atteggiamento dominante, accettando anche il rischio di concedere qualche ripartenza.
Allegri, dal canto suo, ha scelto una linea prudente. L’allenatore del Napoli ha indicato l’Inter come favorita per lo scudetto, nonostante gli azzurri siano reduci da una stagione nella quale hanno battuto i nerazzurri in entrambi gli scontri diretti. Una dichiarazione che conferma la volontà di mantenere basse le aspettative alla vigilia di una delle prime grandi sfide della Serie A.
“Inter-Napoli sfida scudetto? Capisco che qui si vive un po’ di esaltazione e depressione, ma alla fine siamo alla terza giornata. Dispiaciuti per la sconfitta col Como, ma deve regnare l’equilibrio, ci sono tante partite da giocare e c’è una Champions da iniziare. Abbiamo perso col Como non facendo una brutta prestazione, dipende dai punti di vista, di come uno guarda o vede la partita. Siamo in una fase dove la squadra c’è da migliorare fisicamente, domani affrontiamo una bellissima partita con uno scontro diretto tra prima e seconda dello scorso anno, poi penseremo all’Arsenal“.
Particolare cautela anche su Antonio Vergara, protagonista di un ottimo avvio. Allegri ha ricordato che il giovane ha disputato appena 13 partite con il Napoli e ha invitato tutti a non caricarlo di aspettative eccessive. Un modo per proteggere il talento e accompagnarne la crescita senza bruciare le tappe.
In casa Inter tiene banco anche il nuovo corso societario. Chivu ha salutato con affetto Piero Ausilio, dopo 28 anni nel club, definendolo un amico oltre che un grande professionista. Dario Baccin, nuovo direttore sportivo, ha invece sottolineato il significato speciale dell’incarico, legato anche al ventesimo anniversario della scomparsa di Giacinto Facchetti.
Sul campo, Chivu prepara le scelte con diversi dubbi. Esposito dovrebbe affiancare Lautaro Martinez, mentre i nuovi arrivati Stones e Jones sono considerati pronti. Il tecnico ha ribadito di poter contare su un gruppo profondo, nel quale anche chi parte dalla panchina può diventare decisivo.
L’Inter arriva al big match con sei punti dopo due giornate, tre in più rispetto allo stesso momento della scorsa stagione. Proprio la sconfitta dell’anno scorso contro il Napoli, secondo Chivu, ha contribuito a rendere il gruppo più consapevole e resistente: ora San Siro prepara un altro capitolo di una sfida che, molto più dei semplici tre punti, può già lasciare un segno sulla Serie A.
