Milan-Como, una sfida che doveva far parlare di sé per la sua inusuale location, si terrà invece tra le mura familiari di San Siro. L’incontro, inizialmente programmato a Perth, in Australia, è stato annullato a causa di una serie di problemi logistici e burocratici che hanno reso impossibile lo svolgimento. Ezio Simonelli, presidente della Lega, ha definito “inaccettabili” le richieste avanzate dagli organizzatori australiani, mentre un comunicato congiunto tra la Lega e il governo del Western Australia ha evidenziato i rischi finanziari e le complicazioni che l’evento avrebbe comportato.
Uno dei maggiori ostacoli è stata la presenza di un arbitro asiatico che avrebbe dovuto riferire al giudice sportivo italiano, creando potenziali problemi di regolarità nel torneo. Non meno rilevanti sono stati i timori di possibili ricorsi da parte di tifosi e abbonati del Milan, contrari al trasferimento della partita. Infine, il veto, mai dichiarato apertamente da FIFA e UEFA, ha contribuito a far fallire l’operazione.
Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, ha sottolineato la gravità della situazione, trovando sostegno nel ministro Abodi, che ha commentato la vicenda con un laconico “C’è stata leggerezza”. Un viaggio di 44 ore, il cambio di stagione e di clima avrebbero inevitabilmente influenzato il rendimento delle squadre, un’osservazione condivisa da Fabregas e Allegri, che hanno espresso apertamente il loro dissenso.
Questa vicenda rappresenta una lezione per il futuro, evidenziando l’importanza di valutare attentamente le conseguenze di decisioni così drastiche nel bel mezzo di un campionato.