La comunità sportiva è scossa dalla tragica scomparsa di Sivert Guttorm Bakken, il giovane campione norvegese di biathlon, deceduto a soli 27 anni. Il corpo senza vita dell’atleta è stato scoperto nella sua stanza d’albergo a Passo Lavazè, in Trentino-Alto Adige, mentre si stava preparando per i Giochi Olimpici di Milano-Cortina. Le autorità italiane stanno indagando per chiarire le cause del decesso.
Bakken è stato trovato con indosso una maschera ipossica, uno strumento usato dagli atleti per simulare le condizioni di alta quota, riducendo significativamente l’apporto di ossigeno. Questo dispositivo, sebbene utile per migliorare la resistenza polmonare, può risultare pericoloso se non utilizzato correttamente. Gli inquirenti stanno concentrando la loro attenzione proprio su questo elemento.
Il dibattito sull’efficacia e la sicurezza della maschera ipossica è acceso. Alcuni esperti affermano che essa possa aumentare i battiti cardiaci durante il recupero, mentre altri sostengono che i suoi effetti siano modesti. Bakken, comunque, era noto per la sua competenza nell’uso di tali dispositivi.
È importante ricordare che il giovane atleta aveva subito una pericardite nel 2023, che lo aveva costretto a sospendere temporaneamente l’attività agonistica. Dopo un periodo di pausa, aveva ripreso a gareggiare nel 2024. Per fare luce su questa drammatica vicenda, è stata disposta un’autopsia che verrà eseguita in Italia. La comunità sportiva attende con ansia i risultati per comprendere appieno le circostanze di questa tragica perdita.