La Consob ha concluso il procedimento sanzionatorio contro la Juventus e alcuni ex dirigenti, a causa delle presunte irregolarità nel caso delle plusvalenze e delle manovre sugli stipendi. L’Autorità di vigilanza sui mercati finanziari ha stabilito sanzioni amministrative, riducendo significativamente gli importi iniziali e lasciando aperta la possibilità di ricorsi. Per la Juventus, la multa è stata fissata a 190mila euro, un importo inferiore rispetto ai 200mila euro inizialmente proposti dal Servizio Sanzioni Amministrative.
Gli ex amministratori e manager coinvolti hanno ricevuto sanzioni complessive di 310mila euro, ben al di sotto degli 840mila euro ipotizzati in precedenza. Le misure accessorie, anch’esse ridimensionate, non hanno colpito i manager attualmente in carica. Nessun provvedimento è stato infatti adottato nei confronti del manager attuale coinvolto nella vicenda.
La Juventus ha espresso la possibilità di impugnare il provvedimento della Consob entro 30 giorni, presentando ricorso alla Corte d’Appello competente. Torino è la sede per il club, mentre per i dirigenti all’estero è Roma. Secondo “Calcio e Finanza”, la Juventus sembra intenzionata a ricorrere più per motivi di principio che per l’impatto economico della sanzione.
Nel contesto della giustizia ordinaria, un’indagine avviata quasi quattro anni fa si è conclusa per il club con un patteggiamento di 157mila euro, a cui si aggiunge ora la multa della Consob. Il danno economico maggiore è però derivato dalle sanzioni sportive, come l’esclusione per un anno dalle competizioni europee, che ha comportato una perdita stimata di circa 80 milioni di euro, principalmente per la mancata partecipazione alla UEFA Champions League.