Un importante studio internazionale, il VESALIUS-CV, presentato al 57° Congresso Nazionale ANMCO a Rimini, ha rivelato che è possibile ridurre del 36% il rischio di un primo infarto. Questa scoperta potrebbe rivoluzionare l’approccio alla prevenzione delle malattie cardiovascolari, specialmente in Italia, dove le malattie del sistema circolatorio rappresentano la principale causa di morte con oltre 220.000 decessi nel 2022.
Il dott. Massimo Grimaldi, Presidente ANMCO, sottolinea come sia fondamentale intervenire quando il rischio è elevato, anche in assenza di eventi clinici. “Il rischio cardiovascolare si accumula silenziosamente nel tempo” ha dichiarato, spiegando che “abbiamo una finestra temporale importante per agire”.
Lo studio ha coinvolto oltre 12.000 pazienti con un rischio cardiovascolare elevato ma senza precedenti eventi clinici, dimostrando che la riduzione significativa del colesterolo LDL è cruciale per diminuire la probabilità di infarti e ictus. L’utilizzo di evolocumab ha portato a una riduzione del colesterolo LDL di oltre il 50%, abbassandolo a livelli di circa 45 mg/dL.
Il dott. Claudio Bilato, Vicepresidente di ANMCO, ha evidenziato l’importanza di prevenire eventi cardiovascolari nei pazienti ad alto rischio. “Intervenire prima che il paziente subisca un infarto o un ictus può avere un impatto significativo sulla salute pubblica” ha affermato.
Grazie a strumenti diagnostici sempre più precisi e terapie innovative, i cardiologi possono personalizzare le strategie di prevenzione, migliorando le prospettive di cura per milioni di persone.