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    Home»Storie»Kate Middleton a Wimbledon 2026 con il microfono nascosto: svelato il mistero del dispositivo sotto il blazer
    Storie

    Kate Middleton a Wimbledon 2026 con il microfono nascosto: svelato il mistero del dispositivo sotto il blazer

    Tiziana MorgantiBy Tiziana Morganti3 Luglio 2026 18:00Nessun commento3 Mins Read
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    Il centrale di Wimbledon con lo stemma del torneo
    Il centrale di Wimbledon con lo stemma del torneo
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    La presenza di Kate Middleton a Wimbledon 2026 ha attirato l’attenzione non solo per il suo ritorno a sorpresa sui campi in erba più celebri del tennis mondiale, ma anche per un dettaglio del suo outfit che ha scatenato curiosità e speculazioni sui social network: un piccolo dispositivo nascosto sotto il blazer, identificato da diversi osservatori come un microfono wireless DJI.

    Giovedì 2 luglio la Principessa del Galles ha fatto una comparsa inattesa al torneo, anticipando quella che tradizionalmente è la sua presenza riservata alla finale femminile. Kate ha trascorso parte della giornata incontrando gli appassionati in coda all’ingresso e i giovani dello Shine Camera Club, prima di accomodarsi nel Royal Box per assistere all’incontro tra il britannico Arthur Fery e il finlandese Otto Virtanen.

    Da quel momento in molti si sono accorti del piccolo dispositivo visibile sotto la giacca, alimentando ipotesi di ogni tipo tra gli utenti dei social: c’è chi ha pensato a un documentario segreto sulla famiglia reale, chi a riprese per un progetto ufficiale di Buckingham Palace e chi, più semplicemente, ha ipotizzato un collegamento con lo staff della Principessa durante gli impegni pubblici. Non è la prima volta, però, che Kate viene fotografata con un accessorio simile: un piccolo microfono era già stato notato fissato al suo zaino durante la recente scalata delle tre vette simbolo di Inghilterra, Scozia e Galles, completata nell’arco di 24 ore.

    Al di là delle teorie più fantasiose, comunque, l’ipotesi che sembra raccogliere maggior credito riguarda l’organizzazione e la sicurezza degli eventi pubblici: un sistema audio discreto, infatti, permetterebbe alla Principessa di restare in contatto con il proprio team senza dover interrompere gli incontri con il pubblico, un aspetto particolarmente utile durante eventi affollati come Wimbledon.

    C’è però anche un altro elemento che potrebbe spiegare la scelta: Kate stessa, in occasione di un ricevimento dedicato al centenario della nascita della regina Elisabetta, aveva ammesso di trovare impegnativi gli incontri con molte persone, proprio a causa del suo tono di voce piuttosto sommesso. Un microfono discreto, quindi, potrebbe aiutarla a farsi sentire meglio senza dover modificare il proprio stile comunicativo, da sempre descritto come misurato e riservato.

    La visita a Wimbledon, comunque, arriva al termine di giorni particolarmente impegnativi per la moglie del Principe William. Dopo aver completato la sfida benefica delle tre vette britanniche, Ben Nevis in Scozia, Scafell Pike in Inghilterra e Yr Wyddfa (Snowdon) in Galles, Kate ha ripreso gli impegni istituzionali al Castello di Windsor, prima di concedersi una giornata sui campi da tennis più famosi del mondo, confermando ancora una volta il suo legame speciale con il torneo londinese.

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    Tiziana Morganti
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    Sono romana doc, di quelle vere, nata e cresciuta nel cuore della Capitale, a due passi dal Colosseo, con il Tevere praticamente come vicino di casa. Laureata in Storia Moderna e Contemporanea, ho sempre avuto un debole per i racconti che lasciano il segno, ma è stato lo sport a indicarmi la direzione giusta per iniziare a scrivere: tutto merito (o colpa) di una passione sfrenata per il tennis e di un certo Boris Becker, che da bambina mi ha fatto innamorare di rovesci e tuffi in aria come fosse normale amministrazione. Da lì il passo è stato breve: prima sugli spalti del Foro Italico, tifosa sfegatata e poi hostess degli Internazionali d'Italia, con il naso all'insù a guardare i campioni da vicinissimo; poi, complice l'evoluzione, mia e del tennis italiano, dritta a Radio Incontro e sulle pagine web a raccontarlo. Oggi la mia bussola si chiama Jannik Sinner, e se un tempo sognavo il rovescio a una mano di Becker, adesso mi godo ogni suo dritto lungolinea con la stessa emozione di una bambina sugli spalti.

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