Il Premio Carlo Mazzone 2026 è stato assegnato a Carlo Ancelotti, attuale commissario tecnico del Brasile. La scelta è stata annunciata dalla famiglia Mazzone il 19 agosto, giorno del terzo anniversario della scomparsa dell’ex allenatore. Un premio che va oltre i risultati ottenuti in carriera e che mette al centro soprattutto il valore umano del tecnico.
La scelta di Ancelotti non arriva casualmente. Il riconoscimento è infatti dedicato a una figura del calcio che ha sempre considerato il rapporto con le persone una parte fondamentale del mestiere di allenatore. E proprio questo aspetto accomuna due tecnici che, pur appartenendo a generazioni diverse, hanno lasciato un’impronta profonda nel calcio italiano e internazionale.
A spiegare le ragioni della decisione è stato Massimo Mazzone, figlio di Carlo, che ha indicato tra i criteri della scelta la dimensione umana di Ancelotti, oltre alla sua esperienza e alla conoscenza del calcio. Non soltanto, dunque, i trofei conquistati in una carriera straordinaria, ma anche il modo con cui il tecnico ha costruito rapporti con giocatori, colleghi e società.
Ancelotti ha guidato alcuni dei club più importanti d’Europa e conquistato titoli in diversi Paesi, diventando uno dei tecnici italiani più vincenti di sempre. Nel 2025 ha inoltre iniziato una nuova esperienza sulla panchina del Brasile, una delle Nazionali più prestigiose della storia del calcio, anche se fino a ora le soddisfazioni sono state poche. Tuttavia, al netto di questo, il tecnico resta saldamente sulla panchina verde oro e ha anche rifiutato le avances azzurre.
Il Premio Mazzone, però, porta con sé anche una storia personale che lega direttamente i due allenatori. Il riferimento è a una partita diventata leggendaria nella storia della Serie A: Perugia-Juventus del 14 maggio 2000.
Quel giorno il campo del Curi era completamente allagato dalla pioggia e la Juventus di Ancelotti si giocava lo scudetto. La gara terminò 1-0 per il Perugia allenato proprio da Mazzone e il risultato consegnò il titolo alla Lazio. Per la Juventus fu una delle sconfitte più amare di quella stagione, mentre per Mazzone rappresentò l’ultimo capitolo di un campionato nel quale il Perugia riuscì a fermare la squadra in corsa per il titolo.
Al termine della partita, però, nonostante la delusione per lo scudetto sfumato, il tecnico bianconero si complimentò con Mazzone per aver onorato il campionato fino all’ultima giornata.
Ancelotti entra così nell’albo d’oro del Premio Carlo Mazzone dopo Pep Guardiola e Claudio Ranieri, premiati nel 2024, e Antonio Conte, scelto nel 2025. Quattro allenatori di epoche e caratteristiche diverse, accomunati però da una carriera costruita ai massimi livelli e da un rapporto profondo con il calcio.
