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    Home»Storie»Il derby a due ruote: da Ibrahimovic a Calhanoglu, ecco chi tra i calciatori ama di più la Harley-Davidson
    Storie

    Il derby a due ruote: da Ibrahimovic a Calhanoglu, ecco chi tra i calciatori ama di più la Harley-Davidson

    Tiziana MorgantiBy Tiziana Morganti19 Agosto 2026 20:00Nessun commento3 Mins Read
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    Una Harley Davidson
    Una Harley Davidson - Unsplash
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    Non solo motori da corsa: la Harley-Davidson, storico marchio statunitense fondato a Milwaukee nel 1903, continua a essere una vera e propria icona pop capace di conquistare attori, cantanti e sportivi di ogni disciplina. Tra questi, non mancano numerosi calciatori italiani e internazionali che, negli anni, hanno scelto le due ruote a stelle e strisce come compagne di viaggio nella vita fuori dal campo, dando vita a un vero e proprio “derby” trasversale tra Inter e Milan.

    Tra le storie più curiose spicca quella di Christian Abbiati, storico portiere rossonero per 15 stagioni. Dopo il ritiro nel 2016 e una breve parentesi da team manager al Milan, l’ex numero 32 ha trasformato la sua passione in un vero e proprio lavoro, diventando amministratore delegato di una concessionaria ufficiale Harley-Davidson a Milano. Il legame più forte, racconta lui stesso, resta quello con una Street Glide personalizzata con i colori rossoneri e il Duomo di Milano disegnato sul retro, oltre al suo storico numero di maglia.

    Diversa la vicenda di Hakan Calhanoglu, che ha dovuto separarsi dalla sua Harley-Davidson Nightster per volontà della dirigenza nerazzurra: il centrocampista turco ha raccontato di aver dovuto vendere la moto su pressione del direttore sportivo Piero Ausilio, promettendo però di riacquistarla una volta appeso gli scarpini al chiodo. Proprio con quella moto, Calhanoglu era stato immortalato in alcuni video pubblicati sui social da Zlatan Ibrahimovic, ai tempi in cui entrambi giocavano nel Milan.

    La storica casa motociclistica dell'Harley Davidson

    Lo svedese, dal canto suo, resta uno dei personaggi più legati al mito Harley-Davidson nel mondo del calcio: proprietario di una V-Rod Muscle nera, Ibrahimovic ha spesso ammesso di essersi ispirato al personaggio di Johnny Blaze, il Ghost Rider interpretato da Nicolas Cage al cinema, uno dei tanti richiami tra la sua passione per i motori e quella per il grande schermo.

    Il fascino della Harley-Davidson attraversa anche i confini della Serie A e coinvolge alcune leggende del calcio internazionale. Lo storico centrocampista inglese Kevin Keegan, scomparso lo scorso 20 luglio, possedeva una Sportster del 1990 in livrea bianconera, poi battuta all’asta lo scorso 22 luglio con parte del ricavato devoluto in beneficenza. L’olandese Ruud Gullit, invece, ispirò negli anni ’90 una versione speciale della gamma cruiser del marchio americano, ribattezzata “The Ruud Boy” in suo onore durante la sua esperienza al Chelsea.

    Non manca infine un capitolo tutto italiano legato al Triplete: Marco Materazzi, grande appassionato di due ruote e amico di Valentino Rossi, ha più volte raccontato il sogno di percorrere in sella a una Harley un lungo viaggio insieme alla moglie Daniela, mentre il fratello Matteo si è regalato una versione esclusiva della Gmonster a dieci anni dal trionfo di Berlino 2006.

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    Tiziana Morganti
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    Sono romana doc, di quelle vere, nata e cresciuta nel cuore della Capitale, a due passi dal Colosseo, con il Tevere praticamente come vicino di casa. Laureata in Storia Moderna e Contemporanea, ho sempre avuto un debole per i racconti che lasciano il segno, ma è stato lo sport a indicarmi la direzione giusta per iniziare a scrivere: tutto merito (o colpa) di una passione sfrenata per il tennis e di un certo Boris Becker, che da bambina mi ha fatto innamorare di rovesci e tuffi in aria come fosse normale amministrazione. Da lì il passo è stato breve: prima sugli spalti del Foro Italico, tifosa sfegatata e poi hostess degli Internazionali d'Italia, con il naso all'insù a guardare i campioni da vicinissimo; poi, complice l'evoluzione, mia e del tennis italiano, dritta a Radio Incontro e sulle pagine web a raccontarlo. Oggi la mia bussola si chiama Jannik Sinner, e se un tempo sognavo il rovescio a una mano di Becker, adesso mi godo ogni suo dritto lungolinea con la stessa emozione di una bambina sugli spalti.

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