Crisi superata agli US Open dopo l’accordo raggiunto tra gli organizzatori e i giocatori professionisti la cui protesta minacciava di compromettere l’edizione 2026: ci sarà un aumento sostanziale del montepremi e l’introduzione di importanti novità nella governance del circuito.
Al centro della controversia c’era la richiesta dei tennisti di una maggiore rappresentanza nelle decisioni che riguardano il loro sport e, soprattutto, una distribuzione più equa dei ricavi generati dai tornei del Grande Slam. Le tensioni erano cresciute nelle settimane precedenti, con alcuni top player che avevano pubblicamente espresso dubbi sulla loro partecipazione al torneo newyorkese.
La svolta è arrivata con l’annuncio che il prize money dello US Open 2026 supererà per la prima volta i 100 milioni di dollari, con un incremento del 20% rispetto all’edizione 2025. Si tratta di una cifra record che consolida la posizione dello Slam americano come il torneo più ricco al mondo, confermando il suo primato economico nel panorama tennistico internazionale.
L’aumento non rappresenta solo un numero simbolico, ma si traduce in compensi concreti più elevati per tutti i partecipanti, dai giocatori eliminati nel primo turno fino ai vincitori del singolare maschile e femminile. Questa redistribuzione delle risorse risponde a una delle principali critiche mosse dai tennisti, che lamentavano come gli aumenti precedenti avessero favorito principalmente i vincitori, lasciando invariate o quasi le quote destinate ai turni iniziali.

Ma c’è di più: l’elemento che ha convinto i giocatori a sospendere definitivamente la protesta è stata l’istituzione del Player Advisory Council, un organismo consultivo che garantirà ai tennisti una voce diretta nelle decisioni strategiche del torneo. Questo consiglio rappresenta una conquista significativa in termini di governance, aprendo un canale di dialogo strutturato tra atleti e organizzatori.
L’organo avrà il compito di discutere tematiche che vanno oltre il semplice montepremi: calendario del torneo, condizioni di gioco, servizi per gli atleti, orari delle partite e impatto mediatico sono solo alcuni degli ambiti su cui i giocatori potranno esprimere pareri e proposte vincolanti. Si tratta di un cambiamento culturale profondo nel modo in cui il tennis professionistico viene gestito.
La decisione dello US Open di incrementare così significativamente il budget destinato ai premi riflette anche la crescita economica del torneo stesso. Gli sponsor, i diritti televisivi e le vendite dei biglietti hanno registrato numeri in costante aumento negli ultimi anni, rendendo sostenibile questo investimento senza compromettere la redditività dell’evento. Insomma, lo US Open mantiene il suo status di Slam più generoso dal punto di vista economico, distanziandosi ulteriormente da Wimbledon, Roland Garros e Australian Open, ma anche di più ricco.
