L’assenza di Jannik Sinner agli US Open 2026 rappresenta un momento delicato nella stagione del tennista altoatesino, costretto al forfait per il riacutizzarsi dei problemi al ginocchio. Nonostante la rinuncia all’ultimo Slam della stagione costi cara in termini di punti, il primato mondiale dell’azzurro non è minimamente in discussione, almeno nel breve periodo. Il vantaggio accumulato nei mesi precedenti e la contemporanea assenza del principale rivale Carlos Alcaraz garantiscono a Sinner una posizione di relativa tranquillità.
Attualmente il numero uno del mondo guida la classifica ATP con 12.800 punti, un bottino che gli assicura un margine solido sui diretti inseguitori. Con il forfait a Cincinnati e il conseguente scarto dei punti della passata stagione, Sinner vedrà uscire dal suo totale anche i 1.300 punti conquistati con la finale dello US Open 2025. Dopo Flushing Meadows, quindi, l’azzurro scenderà a quota 11.500 punti, un calo inevitabile ma senza conseguenze immediate sul trono mondiale.
Il tennista italiano manterrà la prima posizione del ranking almeno fino al torneo ATP 500 di Pechino di inizio ottobre. Questo significa che, sotto il profilo della classifica, il forfait di New York sarà quasi indolore nel breve termine, permettendo a Sinner di concentrarsi sul recupero fisico senza l’ansia di perdere lo status di numero uno.

Il più vicino inseguitore è Alexander Zverev, attualmente secondo con 7.790 punti e distante ben 5.010 lunghezze dall’azzurro. Il tedesco, in teoria, avrebbe una grande occasione per accorciare le distanze a New York, dove deve difendere soltanto i 100 punti del terzo turno ottenuti nella scorsa edizione. Anche nel migliore degli scenari possibili, però, con un trionfo agli US Open, Zverev arriverebbe a 9.690 punti, restando comunque a 1.810 punti di distanza da Sinner.
La situazione di Carlos Alcaraz è ancora più complessa. Lo spagnolo tornerà in campo agli US Open dopo quattro mesi di assenza e da campione in carica, trovandosi così con un pesantissimo bottino da difendere: i 2.000 punti della vittoria conquistata nel 2025. Terzo in classifica e distante 5.640 punti da Sinner, Alcaraz arriva a Flushing Meadows con la certezza di non poter guadagnare nulla rispetto al risultato dello scorso anno.
L’assenza a Cincinnati, dove difendeva il titolo, ha già sottratto allo spagnolo 1.000 punti, facendolo scivolare temporaneamente a quota 7.160 punti. Al massimo, vincendo nuovamente lo Slam americano, Alcaraz potrà confermare il suo bottino attuale, restando nella migliore delle ipotesi a 7.160 punti, ben 4.390 punti lontano da Sinner in caso di ottavo titolo Slam in carriera.
Il vero rompicapo per il tennista azzurro riguarda però il calendario di avvicinamento alle ATP Finals di Torino. Tra la tournée asiatica e i tornei indoor europei, Sinner deve difendere complessivamente 3.050 punti, distribuiti tra Pechino, Shanghai e il Paris Masters, oltre al 500 di Vienna. Di questi, ben 1.000 punti sono legati al successo nel torneo transalpino del 2025.
Qualora lo stop forzato dovesse prolungarsi fino a includere il Masters 1000 di Parigi, scelto per preservare l’articolazione del ginocchio in vista delle Finals, il vantaggio dell’azzurro subirebbe un’ulteriore erosione. Per assicurarsi il primato di fine anno a prescindere dalle prestazioni dei rivali, a Sinner servirà raccogliere circa 3.000-3.500 punti nella parte finale di stagione.
