C’è tanta delusione nella casa del Cavallino Rampante. Il Gran Premio d’Olanda si è concluso con un quarto posto amaro per Lewis Hamilton e un clima di tensione molto forte. Il sette volte campione del mondo non ha nascosto la propria frustrazione, sfogandosi sia durante la gara che nelle interviste post-corsa contro le scelte strategiche della scuderia di Maranello.
Il momento critico si è verificato tra il giro 42 e il 44, quando Hamilton ha iniziato a perdere la pazienza. Con gomme più fresche e un passo gara superiore rispetto al compagno di squadra Charles Leclerc, il britannico ha chiesto ripetutamente via radio di poter passare: “We’re losing time!“, stiamo perdendo tempo, ha urlato nel team radio. La risposta dal muretto, però, non è arrivata con la tempestività sperata.
Quando al giro 44 è arrivato finalmente l’ordine per Leclerc di rientrare ai box, la reazione di Hamilton è stata sarcastica e tagliente: “”Che spreco di tempo, ragazzi, ottimo lavoro””. Pochi giri dopo, il pilota ha rincarato la dose con una frase che ha fatto discutere: “”Mi state usando come cavia o cosa? Che sta succedendo? Per quanto tempo mi terrete fuori?””.
Al termine della gara, Hamilton ha mantenuto la sua eleganza formale ma non ha risparmiato critiche alla strategia Ferrari. “Il lavoro complessivo resta molto importante. La fabbrica sta spingendo, gli aggiornamenti arrivano, il box ha lavorato bene e i meccanici sono stati fantastici“, ha esordito, prima di affondare il colpo: “Però in gara avevo forse una strategia diversa da Leclerc, avevo più velocità e più potenza. Ho perso diversi secondi dietro di lui perché il team non ha eseguito quello che doveva fare oppure non ha preso la decisione che doveva prendere. Credo che alla fine il podio sia stato perso lì“.

Il confronto con Mercedes è stato immediato e pungente. Hamilton ha fatto notare come alla Mercedes i piloti siano “pronti a eseguire le richieste“, citando l’esempio di George Russell che ha obbedito senza esitazioni all’ordine di Toto Wolff di far passare Kimi Antonelli. “È dura vedere i piloti della Mercedes pronti a eseguire le richieste mentre da noi non succede lo stesso“, ha dichiarato con evidente amarezza.
L’episodio di Zandvoort riporta a galla vecchi fantasmi per la Ferrari. Dopo le vittorie di Barcellona e Silverstone che sembravano l’inizio di una progressione vincente, il weekend olandese ha evidenziato ancora una volta quelle mancanze di esecuzione che hanno caratterizzato diverse stagioni della scuderia.
Hamilton ha posto l’accento sull’importanza di ogni singolo punto nella lotta per il campionato: “Sono qui per vincere e perdevo tempo. Stavolta non avremmo potuto vincere, ma se vuoi lottare per i Mondiali devi badare a ogni singolo punto“. Una filosofia che contrasta con la gestione attendista mostrata dal muretto Ferrari, che ha scelto di non scegliere nonostante le richieste esplicite del proprio pilota.
Per la Ferrari ora si avvicina l’appuntamento più importante e carico di pressione: Monza. “Dovremo essere perfetti. Se si sbaglia qualcosa, si finisce quinti o sesti, e questa è una bella lezione per tutti“, ha avvertito il team principal Fred Vasseur.
