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    Home»Atletica»Tutti sotto i 10 secondi: quello che sembrava impossibile ora rischia di diventare la norma
    Atletica

    Tutti sotto i 10 secondi: quello che sembrava impossibile ora rischia di diventare la norma

    Francesca FiorentinoBy Francesca Fiorentino25 Agosto 2026 11:01Nessun commento3 Mins Read
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    pista di atletica
    pista di atletica - Pexels
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    Sulla pista di Chorzow, in Polonia, si è scritta una pagina inedita nella storia dell’atletica leggera. Durante la tappa di Diamond League disputata domenica 24 agosto 2026, tutti e nove i velocisti schierati ai blocchi di partenza dei 100 metri hanno corso al di sotto dei dieci secondi, superando persino lo straordinario traguardo registrato durante i Giochi Olimpici di Parigi 2024.

    La barriera dei dieci secondi rappresenta da sempre uno spartiacque nel qualificare l’eccellenza di un velocista. A Parigi 2024 fu un otto su otto da leggenda: tutti gli otto finalisti riuscirono nell’impresa di scendere sotto i dieci secondi. Noah Lyles trionfò con il crono di 9.79, precedendo il connazionale Kishane Thompson e Fred Kerley, mentre il sudafricano Akani Simbine e il nostro Marcell Jacobs rimasero giù dal podio con 9.82 e 9.85. A chiudere l’ordine d’arrivo Kenneth Bednarek in 9.88 e il giamaicano Oblique Seville in 9.91.

    Ma in Polonia si è andati oltre. In condizioni regolari, con un vento favorevole di appena 1.4 metri al secondo, tutti e nove i partecipanti hanno corso sotto i dieci secondi, impresa che molti ritenevano praticamente impossibile. A trionfare sul traguardo è stato proprio Oblique Seville, nel frattempo diventato campione del mondo, capace di fermare il cronometro sul tempo di 9.83.

    Dietro di lui si è accesa una volata pazzesca che ha visto l’intero lotto dei partecipanti racchiuso in appena sedici centesimi di secondo. Un primato che potrà essere eguagliato, ma difficilmente battuto, a meno che non vengano progettate e costruite piste con dieci corsie. La gara di Chorzow ha evidenziato come lo sprint mondiale stia vivendo una fase di evoluzione senza precedenti. Da gennaio a fine agosto 2026 sono 49 gli atleti di tutto il mondo che hanno infranto per ben 133 volte la barriera dei dieci secondi, un numero record se confrontato con le 38 prestazioni del 2025, le 35 del 2024 o addirittura le sole 24 della stagione olimpica 2021.

    Tra le possibili ragioni di questo boom, il fatto che i grandi marchi delle calzature sportive hanno da poco allargato la fornitura di modelli ultratecnologici ad atleti forti ma non di primissimo piano. Così come sono migliorate le tecniche di allenamento, rendendo accessibile a un numero maggiore di velocisti prestazioni che fino a pochi anni fa erano riservate solo ai migliori al mondo.

    In uno sprint che corre sempre più veloce, il limite all’evoluzione resta comunque Usain Bolt. Ormai quasi maggiorenne, il 9.58 corso a Berlino nel 2009 pare lontanissimo. Gli atleti in attività più vicini al giamaicano sono i suoi connazionali Kishane Thompson con 9.75 e Oblique Seville con 9.77, ma con un gap importante che non sembrano in grado di colmare.

    Usain Bolt che corre sorridendo
    Usain Bolt che corre sorridendo

    Uno studio dell’Università del Massachusetts ha calcolato che il tempo di Bolt si trasformerebbe in 9.42 se Usain avesse potuto usare le super chiodate di cui dispongono i colleghi attuali. Immaginando di trovare entro 10 o 15 anni un atleta più dotato di Bolt che corra su piste ancora più reattive con calzature più performanti, i ricercatori fissano un limite invalicabile alla velocità raggiungibile da un essere umano: 9.29 secondi. Record a cui si è avvicinato solo un androide, che però si è schiantato.

    La gara di Chorzow rappresenta comunque uno spartiacque simbolico. Stiamo assistendo a una nuova era dei 100 metri.

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    Francesca Fiorentino
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    Sono giornalista professionista, podcaster e voice talent. Mi sono laureata nel 2000 in Storia e Critica del Cinema con una tesi dedicata a Full Metal Jacket di Stanley Kubrick. Da sempre appassionata di calcio (nonché tifosa), ho lavorato per dieci anni in radio occupandomi principalmente di sport, spettacolo e cultura, prima di approdare al web nel 2010. Dal 2018 produco e realizzo podcast di approfondimento dedicati a cinema, serie TV, cultura e lifestyle e mi occupo anche di formazione, insegnando podcasting.

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