Zandvoort ha lasciato in casa Ferrari più cicatrici che certezze, e ora la scuderia di Maranello arriva a Monza con un fronte interno tutt’altro che sereno. Il Gran Premio d’Olanda 2026 doveva essere l’occasione per confermare i progressi della SF-26 dopo gli ultimi aggiornamenti, ma si è trasformato nell’ennesima domenica di tensioni tra Lewis Hamilton e Charles Leclerc, con il muretto di comando finito sotto accusa da entrambe le parti.
Il cuore della polemica è nato da un incrocio di strategie opposte. Leclerc, davanti al compagno di squadra, aveva interesse a prolungare il primo stint per allungare la finestra del pit-stop rispetto a George Russell, così da costruire un vantaggio di gomme fresche nel finale. Hamilton, al contrario, aveva bisogno di ritmo e pista libera per giocarsi le proprie chance contro le Mercedes. Le due esigenze, incompatibili, hanno trasformato il muretto Ferrari in un vero e proprio campo di battaglia.
Il momento più caldo è arrivato quando Hamilton, convinto di avere un passo superiore e gomme migliori, ha chiesto al team di lasciarlo passare. La richiesta è rimasta senza risposta immediata, e il sette volte campione del mondo non ha nascosto la propria frustrazione via radio, arrivando a definire sarcasticamente la gestione della squadra “un gran modo per perdere tempo”. Nel finale, poi, è toccato a Leclerc perdere la pazienza: dopo il traguardo il monegasco ha affiancato la Ferrari di Hamilton scuotendo ripetutamente la testa, prima che la sua comunicazione radio con il box venisse silenziata dalla regia.


Nelle interviste post-gara, Leclerc ha provato a stemperare i toni, assicurando che tra lui e Hamilton “va tutto bene” e derubricando l’episodio a semplice “confusione sulle strategie”. Ma le parole di Hamilton, ben più dirette, hanno riacceso il dibattito sulla gestione degli ordini di squadra in casa Ferrari, soprattutto dopo il paragone impietoso con Mercedes, che pochi giri prima aveva fatto scattare immediatamente lo scambio di posizione tra Russell e Antonelli in ottica Mondiale.
Ora la Ferrari si presenta a Monza, gara di casa e primo vero banco di prova dopo il caos olandese. Sul piano tecnico la squadra debutterà con la power unit aggiornata, necessaria per colmare un gap sui rettilinei che rispetto alla Mercedes oscilla tra i 3 e i 5 decimi.
Ma la vera sfida, questa volta, sembra riguardare più lo spogliatoio che l’asfalto: Vasseur dovrà dimostrare di saper gestire due piloti entrambi in corsa per obiettivi personali importanti, evitando che le tensioni di Zandvoort si ripetano davanti al pubblico di casa. Se Hamilton e Leclerc dovessero ritrovarsi ancora fianco a fianco in condizioni delicate, tutti gli occhi saranno puntati sul muretto: la credibilità della Ferrari, in una stagione dove ogni punto pesa nella lotta al titolo, passa anche da qui.
