Raheem Sterling dovrà rispondere davanti a un giudice britannico per una vicenda che rischia di segnare pesantemente il suo futuro, sia sportivo che personale. Tutto nasce da un incidente avvenuto la mattina del 28 maggio scorso, quando l’attaccante, al volante della sua Lamborghini, ha perso il controllo dell’auto schiantandosi contro le barriere autostradali della M3, nella contea dell’Hampshire, in Inghilterra.
Sul momento non si erano registrati feriti né erano stati coinvolti altri veicoli, un dettaglio che aveva fatto pensare a una vicenda destinata a chiudersi in tempi rapidi. Le cose, però, hanno preso una piega ben diversa: il calciatore, dopo il sinistro, era stato arrestato dalle forze dell’ordine e successivamente rilasciato su cauzione, in attesa che le indagini facessero il loro corso.
Ora, a distanza di tre mesi, arriva la svolta giudiziaria. Sterling, 31 anni, è stato convocato per un’udienza fissata al 15 settembre davanti al tribunale di primo grado di Basingstoke. Le accuse a suo carico sono tre e non sono affatto leggere: guida pericolosa, possesso di protossido d’azoto (il cosiddetto gas esilarante, sostanza spesso inalata per effetti ricreativi ma la cui detenzione a fini di consumo è illegale nel Regno Unito) e rifiuto di sottoporsi al test alcolemico richiesto dagli agenti sul luogo dell’incidente.
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Un capitolo che invece non figura nel capo d’imputazione riguarda l’ipotesi, inizialmente vagliata dalla polizia, che l’ex esterno della nazionale inglese fosse alla guida sotto l’effetto di droghe: sospetto che gli inquirenti hanno deciso di non formalizzare in sede di accusa. Resta comunque il fatto che, qualora il tribunale dovesse riconoscerlo colpevole delle accuse contestate, Sterling rischierebbe fino a due anni di reclusione.
Una carriera in bilico, dunque, dopo un’annata già complicata. Nato a Kingston, in Giamaica, Sterling vanta un palmarès di tutto rispetto: quattro Premier League, cinque Coppe di Lega e una FA Cup conquistate con il Manchester City, prima del trasferimento al Chelsea per oltre 55 milioni di euro. Con la maglia dei Blues, però, il rendimento non ha mai convinto fino in fondo, tanto da spingerlo a cercare fortuna altrove.
L’ultima esperienza, in ordine di tempo, lo ha visto vestire la maglia del Feyenoord in Eredivisie, dove era approdato lo scorso febbraio dopo essere stato accostato anche al Napoli in sede di calciomercato. Un’avventura, quella olandese, che si è rivelata tutt’altro che felice: appena 8 presenze e nessun gol realizzato, prima della separazione consensuale a fine stagione.
Con la nazionale inglese, invece, Sterling resta uno dei nomi più prolifici degli ultimi anni, con 20 reti in 82 presenze complessive. Ora, però, il rischio concreto è che la sua immagine e la sua carriera vengano ulteriormente compromesse da una vicenda giudiziaria che il 15 settembre potrebbe conoscere i primi, importanti sviluppi.
