Dietro i quattro ori europei e il dominio nell’atletica italiana si nasconde una verità che Nadia Battocletti ha deciso di raccontare senza filtri. La 26enne di Cavareno, dopo il trionfo agli Europei di Birmingham dove ha confermato la doppietta di Roma nei 5.000 e 10.000 metri, confessa in un’intervista esclusiva a Sportmediaset: “Devo proprio staccare, altrimenti non arrivo all’anno prossimo. Già quest’anno sono praticamente arrivata al burnout“.
Una dichiarazione che svela il lato nascosto di una stagione magica, in cui la regina dell’atletica azzurra ha vinto anche i Mondiali indoor preparandoli durante il Ramadan, affrontando quella che lei stessa definisce “forse la sfida più complessa”: allenarsi ad altissimo livello rispettando il digiuno. “È stata la parte più complessa, ma sono scelte che sento mie, fatte senza problemi. Per questo sono ancora più soddisfatta di quella vittoria“, racconta.
Il segreto del suo successo parte da un ritiro particolare: il Rifugio Campolongo, sopra Asiago, dove su consiglio del suo medico ha rivoluzionato l’alimentazione puntando sulla carne di struzzo. “Ragù a pranzo, bresaola a merenda e bistecchine alla sera. È simile al manzo, molto buona e ricca di ferro. Mi sono ripresa alla grande“, spiega Battocletti, che in altura ha lavorato tantissimo curando ogni dettaglio della preparazione.
Agli Europei di Birmingham tutte le pressioni sembravano concentrate su di lei, ma la mezzofondista trentina confessa: “Un po’ di preoccupazione c’era, avevo gareggiato solo ai campionati italiani. Le pressioni non mancavano, ma sento soprattutto quelle che arrivano da me stessa“. Una volta vinta la prima gara, però, le ansie sono svanite: “Ho cancellato le preoccupazioni e mi sono goduta la trasferta“.
Il suo marchio di fabbrica è quel finale irresistibile negli ultimi 200-300 metri che non lascia scampo alle avversarie. “È una caratteristica che devi avere dentro“, spiega. “Nei miei allenamenti non mi concentro mai su rapidità o cambi di velocità folli, la ripetuta più corta è da 300 metri e vado più sulla quantità che sulla qualità. Quel finale è parte di me dalla prima gara, all’età di 7 anni, in cui arrivai seconda in rimonta su tutte“.
Il suo allenatore è papà Giuliano, a cui dopo il secondo oro europeo ha donato una corona acquistata appositamente. “Papà mi ha sempre aiutata molto, anche nel gestire gli allenamenti durante il periodo del Ramadan“, racconta Nadia, che prima riceve la corona dalla mamma Jawhara. Una famiglia unita che rappresenta il suo punto di forza, insieme al fidanzato Gianluca: “È bravissimo, mi permette di restare serena. Con lui non ho ansie e sono davvero molto felice“.
Con Gianluca partirà per la meritata vacanza in Sardegna. Poi, penserà a quello che verrà dopo. L’argento olimpico di Parigi rappresenta uno stimolo fortissimo per continuare. “Non penso che vincere un’Olimpiade ti porti a dire: basta, ho dato il massimo in questo sport. Anzi, per tanti atleti i titoli successivi non dico siano più importanti, ma forse belli da raggiungere dopo le sofferenze“, riflette Battocletti, che condivide questo obiettivo con l’amica Chiara Pellacani, dominatrice europea dei tuffi.
