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    Home»Storie»Da Avellino al mondo: la famiglia Iacovacci forgia i trofei più ambiti del calcio europeo
    Storie

    Da Avellino al mondo: la famiglia Iacovacci forgia i trofei più ambiti del calcio europeo

    Tiziana MorgantiBy Tiziana Morganti27 Agosto 2026 16:00Nessun commento2 Mins Read
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    Coppa Champion League
    Coppa Champion League
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    C’è un pezzo d’Irpinia che, ogni estate, torna a brillare sotto i riflettori di tutta Europa. Mentre a Montecarlo si celebra il sorteggio che dà il via alla nuova stagione di Champions League, Europa League e Conference League, dietro le quinte del grande calcio continentale lavora da decenni una realtà tutta italiana: la Iaco Group, azienda orafa con il cuore ad Avellino e laboratori a Vicenza e Lugano, che dal 2026/27 continua a essere partner esclusivo della UEFA per la realizzazione dei tre trofei più desiderati del pallone.

    A guidare l’impresa sono Igino Iacovacci, presidente, il figlio Alberto, amministratore delegato, e Nicolina Addonizio, vicepresidente del gruppo. Per loro il momento del sorteggio non è solo un appuntamento sportivo, ma la conferma che le coppe forgiate nei loro laboratori torneranno a essere l’oggetto del desiderio di milioni di tifosi in tutto il pianeta. Un’azienda, la loro, che da oltre quarant’anni domina in Europa la lavorazione di metalli preziosi applicata allo sport, e che, dagli anni Ottanta, è legata anche alla Lega Serie A come partner commerciale.

    Il dato più curioso riguarda proprio la Champions League: qualunque sia il verdetto finale della stagione, sul tetto d’Europa arriva sempre il marchio irpino. Un vero e proprio monopolio del made in Italy che si estende anche alla Supercoppa Europea, attualmente custodita nella bacheca del Paris Saint-Germain, e che tocca ogni singolo trofeo delle tre competizioni per club gestite dalla UEFA.

    La champions league
    La Champions League – Pexels

    Dietro l’apparente semplicità di una coppa alzata al cielo, dunque, si nasconde un lavoro artigianale imponente. Per completare un singola esemplare, infatti,servono quasi tre mesi di lavorazione, con l’intervento manuale che incide per oltre l’80% del processo: tornitura, cesellatura, lucidatura e incisioni vengono eseguite quasi interamente a mano dai maestri orafi irpini.

    L’azienda, però, non si ferma alle sole coppe: fornisce anche le medaglie destinate a vincitori e finalisti, oltre ai riconoscimenti per il miglior giocatore di ogni singola partita delle coppe europee. Per comprendere la portata del lavoro e dell’impegno preso, basta pensare che la coppa della Champions League, nella sua versione originale in argento, misura 73,5 centimetri di altezza e pesa circa 10 chili, un simbolo che dal 2005 racconta, inciso sul metallo, la storia stessa del calcio europeo.

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    Tiziana Morganti
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    Sono romana doc, di quelle vere, nata e cresciuta nel cuore della Capitale, a due passi dal Colosseo, con il Tevere praticamente come vicino di casa. Laureata in Storia Moderna e Contemporanea, ho sempre avuto un debole per i racconti che lasciano il segno, ma è stato lo sport a indicarmi la direzione giusta per iniziare a scrivere: tutto merito (o colpa) di una passione sfrenata per il tennis e di un certo Boris Becker, che da bambina mi ha fatto innamorare di rovesci e tuffi in aria come fosse normale amministrazione. Da lì il passo è stato breve: prima sugli spalti del Foro Italico, tifosa sfegatata e poi hostess degli Internazionali d'Italia, con il naso all'insù a guardare i campioni da vicinissimo; poi, complice l'evoluzione, mia e del tennis italiano, dritta a Radio Incontro e sulle pagine web a raccontarlo. Oggi la mia bussola si chiama Jannik Sinner, e se un tempo sognavo il rovescio a una mano di Becker, adesso mi godo ogni suo dritto lungolinea con la stessa emozione di una bambina sugli spalti.

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