Rischia grosso la Stella Rossa di Belgrado. Un coro intonato dalla curva, uno striscione esposto nel settore ospiti e una condivisione sui social che ha scatenato un vero e proprio caos diplomatico. La società è finita nell’occhio del ciclone per aver omaggiato Ratko Mladic, il generale serbo conosciuto come il “boia di Srebrenica”, morto il 27 agosto all’età di 84 anni nel carcere dell’Aja dove stava scontando l’ergastolo.
Il contesto era quello del playoff di ritorno di Europa League tra Victoria Plzen e Stella Rossa, disputato in Repubblica Ceca. Durante la partita, i tifosi serbi presenti in massa nel settore ospiti hanno omaggiato la memoria del criminale di guerra responsabile del massacro di Srebrenica con un coro ripetuto più volte. La curva ha anche srotolato uno striscione inequivocabile che recitava “Generale, eterna gloria e gratitudine“.
Quello che poteva rimanere un gesto deprecabile ma circoscritto alla tifoseria è diventato una questione istituzionale quando l’account Twitter ufficiale della società ha deciso di condividere le foto della coreografia, accompagnandole con l’emoji del saluto militare. Un gesto che equivale a un endorsement ufficiale del club all’omaggio rivolto a Mladic, criminale ritenuto responsabile degli orrori perpetrati in Bosnia durante la guerra nella ex Jugoslavia, in particolare del massacro di Srebrenica del 1995.
La reazione non si è fatta attendere. L’account della Stella Rossa è stato sommerso da una valanga di critiche, insulti e anche sfottò, considerando che la squadra serba è stata clamorosamente rimontata dal Plzen, perdendo 5-1 ai supplementari ed eliminandosi dalla competizione europea. Ma al di là delle polemiche social, la denuncia più significativa è arrivata dal Memoriale di Srebrenica, l’associazione che ricorda quotidianamente le vittime del massacro.
Il Memoriale ha chiesto formalmente alla Uefa di aprire un’indagine per escludere in maniera permanente la Stella Rossa dalle competizioni europee. Una richiesta drastica ma motivata dalla gravità del gesto e dal fatto che la società non ha preso le distanze dall’accaduto, anzi, ha amplificato l’omaggio attraverso i propri canali ufficiali.
Non è la prima volta che il club di Belgrado si rende protagonista di episodi simili. Nel novembre 2017 la Stella Rossa fu sanzionata dalla Uefa con la disputa di una partita di Europa League a porte chiuse, i sedicesimi di finale contro il Cska Mosca, per uno striscione esposto dagli ultras durante la gara contro il Bate Borisov.
La curva della Stella Rossa è storicamente vicina alle posizioni ultra-nazionaliste serbe, un fenomeno che si ripresenta ciclicamente e che ora pone interrogativi sulla gestione del club e sulla sua responsabilità nel condannare o quanto meno distanziarsi da simili manifestazioni. La condivisione sui social ufficiali rappresenta un precedente particolarmente grave, che potrebbe spingere la Uefa ad assumere provvedimenti più severi rispetto al passato.
