Il primo gol in Premier League lo ha segnato contro quello che oggi è il suo nuovo allenatore. Una curiosa coincidenza che racconta già qualcosa della storia di Omari Hutchinson, il nuovo acquisto del Milan chiamato a trasformare il talento mostrato in Inghilterra in qualcosa di ancora più importante a San Siro. All’epoca Ruben Amorim era appena arrivato sulla panchina del Manchester United e quella rete contribuì a rendere ancora più complicato il suo debutto. Ora i due si ritrovano dalla stessa parte.
Hutchinson arriva al Milan con l’ambizione di lasciare il segno in Serie A dopo non essere riuscito a diventare una stella della Premier League. Il suo bilancio nel massimo campionato inglese racconta 4 gol e 7 assist in 63 presenze, numeri che non fotografano però tutto il potenziale di un giocatore ancora in piena evoluzione.
Nato il 30 ottobre 2003 alle porte di Londra, Hutchinson ha mosso i primi passi nelle academy di Arsenal e Chelsea, prima di trovare continuità all’Ipswich Town. È proprio lì, tra Championship e Premier League, che ha compiuto il salto di qualità. Il calcio inglese, in realtà, si era accorto di lui molto prima: nel 2016 un video delle sue giocate in un torneo giovanile londinese diventò virale. Aveva appena 12 anni e, in quell’occasione, riuscì persino a impressionare Pelé, ospite del torneo, tanto da meritarsi una foto con la leggenda brasiliana.
Fuori dal campo, Hutchinson ha anche una grande passione per la moda. I primi guadagni da calciatore li investì in un cappotto Canada Goose, una borsa Louis Vuitton e un paio di Balenciaga. Ma oggi la sfida più importante è tutta sul terreno di gioco.
Trequartista mancino, ama partire da destra per accentrarsi, puntare l’uomo e creare superiorità. Nel sistema di Amorim può trovare naturalmente spazio sulla trequarti, ma porta con sé anche un lavoro senza palla costruito durante l’esperienza all’Ipswich. Il tecnico McKenna lo aveva spinto a studiare giocatori come Mohamed Salah e Sadio Mané, chiedendogli di migliorare pressing e fase difensiva.
È una crescita che non si è completata al Nottingham Forest, dove nella scorsa stagione ha raccolto un gol e cinque assist in 31 presenze, anche a causa dei continui cambi in panchina. Ora il Milan rappresenta una nuova occasione.
Hutchinson non arriva a San Siro come un giocatore già fatto. È un talento da rifinire, chiamato a raccogliere l’eredità tecnica lasciata da Rafael Leão e a dimostrare di poter brillare anche in Serie A. Lui, però, sembra avere le idee chiare: prima delle partite ama visualizzare ciò che vuole fare in campo. A Milano dovrà trasformare quelle immagini in realtà.
