Prima il predestinato, poi la promessa rimasta in sospeso. Adesso, per Pape Matar Sarr, può cominciare la quarta vita della sua carriera. Il centrocampista senegalese è a un passo dal trasferimento in prestito alla Juventus e a soli 24 anni si prepara a cambiare ancora una volta scenario, con l’obiettivo di trasformare finalmente le grandi aspettative che lo hanno accompagnato fin dall’adolescenza in una certezza della Serie A.
Nel 2022 Antonio Conte lo definiva un giocatore destinato a “rappresentare il futuro”, mentre Fabio Paratici parlava di uno dei più grandi talenti d’Europa. Il Tottenham aveva investito 20 milioni di euro per strapparlo al Metz, lasciandolo in Francia per una stagione. La concorrenza era pesante: Chelsea, Manchester United e Manchester City erano sulle sue tracce, ma gli Spurs anticiparono tutti e misero a segno quello che resta il trasferimento più remunerativo nella storia del club francese.
Sarr, del resto, aveva bruciato ogni tappa. Cresciuto nella Generation Foot di Dakar, la stessa academy da cui sono passati anche Sadio Mané e Ismaïla Sarr, aveva debuttato con la prima squadra del Senegal a soli 15 anni. A 18 era già protagonista in Ligue 1 con il Metz, diventando il più giovane calciatore nella storia del campionato francese a segnare in due partite consecutive dopo Kylian Mbappé.
La vera svolta arrivò con Ange Postecoglou. L’allenatore australiano cambiò il modo di interpretarlo, trasformandolo da mediano-regista in un centrocampista box to box. Sarr iniziò a incidere in entrambe le fasi e diventò uno degli uomini importanti del Tottenham che nel 2024-25 conquistò l’Europa League. Secondo i dati di DataMB, quella stagione lo vide al vertice della Premier League per corse progressive, passaggi chiave, passaggi in avanti e percentuale di passaggi in avanti riusciti.
Ora la prossima tappa è Torino. E la Juventus può offrirgli proprio ciò che gli è mancato negli ultimi anni: continuità, responsabilità e un ruolo centrale. Sarr arriva con un bagaglio già importante: due Coppe d’Africa, due Mondiali e 141 presenze con il Tottenham, condite da 11 gol e 11 assist. È un centrocampista capace di recuperare palloni, accompagnare l’azione, attaccare gli spazi e arrivare alla conclusione.
