Alla Vitifrigo Arena di Pesaro questa sera va in scena una sfida che vale molto più di due punti in classifica. L’Italia affronta la Serbia nelle qualificazioni ai Mondiali 2027 con il palazzetto già completamente sold out: oltre diecimila spettatori per assistere a un confronto che si preannuncia spettacolare. Il motivo principale dell’attesa risiede in un nome: Nikola Jokic, stella assoluta dei Denver Nuggets, tre volte MVP NBA e campione nel 2023.
La partita, in diretta dalle 19.30 su Sky Sport Basket e in streaming su NOW, rappresenta un banco di prova fondamentale per i ragazzi di coach Luca Banchi. Dopo la sconfitta di misura rimediata venerdì in Bosnia, gli azzurri cercano il riscatto contro una vera e propria corazzata del basket europeo che per questa finestra di qualificazione può schierare il suo totem assoluto.
Nella vittoria 102-73 ottenuta contro l’Islanda, Jokic ha dimostrato perché è considerato probabilmente il miglior giocatore al mondo. Ma l’Italia ha già dimostrato di poter battere la Serbia di Jokic. Il precedente più significativo risale all’Europeo 2022 a Berlino, quando la nazionale di Gianmarco Pozzecco riuscì a eliminare i serbi agli ottavi di finale. A raccontare quella strategia vincente è Carlo Recalcati, assistente senior di quella nazionale e ct delle ultime medaglie azzurre, il bronzo europeo 2003 e l’argento olimpico 2004.
“Non puoi pensare di fermarlo, ma lo puoi limitare“, spiega Recalcati alla Gazzetta dello Sport. La strategia utilizzata nel 2022 partiva da un presupposto chiaro: “Avevamo appena usato un piano simile contro Antetokounmpo. Giocatori diversi, ma entrambi dinamici. E siccome portano spesso palla, il primo input era quello di proibire la transizione: appena perdi il possesso, i cinque giocatori devono subito schizzare dietro la linea della palla così gli avversari trovano la difesa schierata“.
Il secondo elemento fondamentale della strategia riguarda l’approccio difensivo diretto: “E poi lo devi attaccare. Melli lo sa benissimo, allora fece proprio così: finì con 18 tiri, normalmente li fa non dico in tre partite o comunque in due, non è nella sua indole, ma è necessario per impegnarlo“. Recalcati insiste sulla necessità di forzare Jokic a perdere palloni: “Devi raddoppiarlo, soprattutto quando mette palla a terra“.
La terza componente della ricetta vincente riguarda l’attacco azzurro: “Devi essere meglio di loro: devi cercare di tirare con percentuali migliori””, ricorda Recalcati citando la prestazione super di Spissu nel 2022 con 22 punti e 6 triple, “”e perdere pochi palloni, come riuscimmo a fare in quella partita, per pareggiare il fatto che prevedibilmente avranno la meglio a rimbalzo, per la maggiore fisicità“.
Il bilancio recente tra Italia e Serbia si è infatti ribaltato dopo anni di predominio balcanico. Dal Preolimpico di Belgrado del 2021, quello del trionfo al Pionir in epoca Covid, fino ai Mondiali 2023 con la rimonta epica, gli azzurri hanno dimostrato di poter competere ad armi pari. Questa sera a Pesaro, davanti a un pubblico da grande occasione, l’Italia avrà l’opportunità di confermare questa tendenza in una partita che vale una fetta importante della qualificazione ai Mondiali del prossimo anno.
