Matteo Berrettini ha conquistato la vittoria in tre set contro Stan Wawrinka nel primo turno degli US Open 2026, chiudendo di fatto la carriera Slam dello svizzero sul campo Grandstand di Flushing Meadows. Ma al termine del match, insieme ai consueti commenti tecnici sulla partita, il tennista romano ha sollevato un tema delicato e inquietante: le minacce ricevute dagli scommettitori durante il Roland Garros di quest’anno.
Durante la conferenza stampa post-partita, un giornalista ha chiesto a Berrettini un commento sull’annuncio della USTA relativo a Kalshi, nuovo sponsor ufficiale del torneo legato alle scommesse sportive. La risposta del tennista ha preso una piega inaspettata, trasformandosi in una denuncia pubblica di episodi vissuti sulla propria pelle.
“In realtà non sapevo nemmeno che ci fosse uno sponsor del genere“, ha esordito Berrettini, per poi aggiungere: “È una domanda complicata, un tema complicato, perché i giocatori, e anch’io, in passato abbiamo detto che riceviamo messaggi e io stesso ho vissuto momenti in cui non mi sentivo davvero a mio agio a giocare con persone che disturbavano il match e facevano cose che, secondo me, non avevano a che fare con il tennis“.
Il riferimento più grave è emerso quando Berrettini ha raccontato di un episodio specifico accaduto a Parigi: “So che è complicato, non è facile dire: tu puoi entrare e tu non puoi entrare, perché non sai come si comporteranno, ma qualcosa sicuramente va fatto“. Il tennista ha poi evidenziato come il fenomeno sia particolarmente visibile nei tornei Challenger, dove i controlli sono meno rigidi e alcuni video mostrano situazioni davvero difficili da gestire per i giocatori.
Nonostante la gravità della denuncia, Berrettini ha cercato di mantenere un approccio equilibrato sul tema delle scommesse nel tennis: “Dall’altra parte, penso che, se viene fatto nel modo giusto, se viene gestito in modo controllato, quando parlo di scommesse, se è qualcosa che non porta a una degenerazione del gioco legata alle scommesse, allora può anche essere qualcosa di divertente“.
Il tennista romano ha precisato di non aver mai scommesso in vita sua e di non avere intenzione di iniziare: “Non mi piacciono i casinò, non mi piace questo genere di cose. Però credo che faccia parte del nostro sport e, se non sbaglio, molti soldi nel tour arrivano da lì“.
La richiesta centrale di Berrettini è stata chiara e diretta: “Penso solo che dobbiamo proteggere i giocatori e fare tutto il possibile per creare un ambiente sicuro per tutti“.
Al prossimo turno, Berrettini affronterà l’argentino Mariano Navone, che ha eliminato Djokovic.
