La vigilia dei quarti di finale degli Europei femminili di volley si accende con una nuova scintilla polemica tra Italia e Serbia, le due grandi favorite per il titolo continentale. Al centro dello scontro verbale c’è ancora una volta Zoran Terzic, il commissario tecnico serbo che nei giorni scorsi aveva provato a ridimensionare pubblicamente il valore dell’Italvolley di Julio Velasco.
In una lunga intervista concessa a un media serbo, Terzic aveva sostenuto che la nazionale azzurra debba gran parte dei propri successi alla fortuna più che al reale valore tecnico del gruppo. Secondo il tecnico, al di fuori di Paola Egonu e di Anna Danesi (indicata come una delle poche giocatrici di livello internazionale), nessun osservatore saprebbe davvero indicare altre atlete italiane di primo piano. Inoltre è arrivato a definire fuori luogo qualunque paragone tra questa Italia e le grandi squadre del passato, italiane o straniere che siano.
Parole che, come prevedibile, non sono passate inosservate nell’ambiente azzurro, reduce dall’en plein di vittorie nel torneo (Croazia, Montenegro, Svezia, Slovacchia, Francia e infine un netto 3-0 sulla Bulgaria negli ottavi che ha spalancato le porte dei quarti). Ma la reazione di Velasco, lungi dall’essere una difesa accesa, ha avuto il sapore di una vera e propria lezione di stile. Interpellato sulle frasi del collega serbo, il tecnico italo-argentino non ha usato mezzi termini:
Sinceramente non mi interessa cosa ha detto, a noi non ci deve fregare nulla di quello che dicono gli altri, i social, gli altri allenatori e nemmeno le nostre mamme. Quelle frasi erano mirate a dare fastidio. Le ragazze sono troppo intelligenti e lo sanno perfettamente. A noi non ci interessa nulla, sono affari loro, a me e alle ragazze non cambia assolutamente nulla. Non ascoltiamo nemmeno le nostre mamme che magari ci dicono di vincere, figuriamoci cosa ci dicono altri.
Parole nette, che liquidano la provocazione serba come un semplice tentativo di destabilizzare il gruppo azzurro alla vigilia di una sfida delicata. Anche alcune giocatrici azzurre, interpellate sull’argomento dopo il successo con la Bulgaria, hanno preferito non alimentare la polemica, rimandando ogni discorso al campo e promettendo di rispondere con i fatti nel momento opportuno.
Al di là delle schermaglie mediatiche, il dato sportivo racconta di un’Italia che arriva a questa fase della competizione da imbattuta, forte del titolo olimpico 2024 e di quello mondiale conquistato più recentemente. La Serbia, dal canto suo, ha superato la Croazia negli ottavi e si candida come una delle rivali più temibili nella corsa al titolo, che si deciderà a Istanbul il 5 e 6 settembre.
Il countdown verso i quarti di finale, dunque, si trasforma anche in un duello a distanza tra due dei tecnici più navigati del volley internazionale, con Velasco che sembra intenzionato a trasformare le parole di Terzic in ulteriore benzina motivazionale per il proprio gruppo.
