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    Home»Storie»Il tassista che non ha riconosciuto Leclerc: la storia più assurda di Monza
    Storie

    Il tassista che non ha riconosciuto Leclerc: la storia più assurda di Monza

    Tiziana MorgantiBy Tiziana Morganti1 Settembre 2026 17:00Nessun commento2 Mins Read
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    Leclerc trionfante a Monza
    Leclerc trionfante a Monza
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    Ci sono vittorie che restano nella storia per il risultato sportivo, e altre che diventano leggenda anche per i piccoli aneddot che le accompagnano. È il caso del trionfo di Charles Leclerc al Gran Premio d’Italia 2019, la gara che consacrò il giovane pilota monegasco come nuova stella della Ferrari e che, ancora oggi, ogni settembre torna a far sorridere i tifosi grazie a un episodio tanto surreale quanto autentico.

    L’8 settembre 2019, infatti, Leclerc conquistò a Monza la sua seconda vittoria consecutiva in Formula 1, davanti a un pubblico delle grandi occasioni: circa 200mila spettatori accorsi sull’Autodromo Nazionale per assistere a un successo che mancava alla Rossa proprio in casa dal lontano 2010. Un trionfo arrivato al termine di una gara vissuta sotto pressione costante da parte delle due Mercedes di Valtteri Bottas e Lewis Hamilton, chiusa rispettivamente al secondo e al terzo posto.

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    Ma è quello che accadde dopo la bandiera a scacchi a trasformare quella giornata in un piccolo cult. Nella serata della vittoria, Leclerc doveva raggiungere un locale dove era previsto un festeggiamento con il suo entourage. Anziché muoversi con un’auto della squadra o con un accompagnatore, il pilota scelse di prendere semplicemente un taxi, sedendosi sul sedile posteriore come un cliente qualunque. Il tassista, non riconoscendolo, iniziò una conversazione del tutto casuale, chiedendogli se fosse stato all’autodromo per assistere al gran premio. Leclerc rispose di sì, senza svelare la propria identità, lasciando che l’autista proseguisse elogiando spontaneamente il protagonista della giornata, ignaro di avercelo seduto proprio dietro di lui.

    Solo all’arrivo a destinazione il pilota si tolse lo sfizio di rivelare la verità, raccontando poi l’episodio con evidente divertimento in un’intervista al Tg1. Da quel momento, la storia del tassista che non ha riconosciuto il vincitore del Gran Premio d’Italia è diventata uno dei racconti più condivisi e citati dai tifosi di Formula 1, riproposto ogni anno in occasione del weekend di Monza, alimentato di recente anche da alcuni contenuti video che ripercorrono la vicenda lanciando una vero e propria caccia al tassista. Riusciranno mai a trovarlo?

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    Tiziana Morganti
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    Sono romana doc, di quelle vere, nata e cresciuta nel cuore della Capitale, a due passi dal Colosseo, con il Tevere praticamente come vicino di casa. Laureata in Storia Moderna e Contemporanea, ho sempre avuto un debole per i racconti che lasciano il segno, ma è stato lo sport a indicarmi la direzione giusta per iniziare a scrivere: tutto merito (o colpa) di una passione sfrenata per il tennis e di un certo Boris Becker, che da bambina mi ha fatto innamorare di rovesci e tuffi in aria come fosse normale amministrazione. Da lì il passo è stato breve: prima sugli spalti del Foro Italico, tifosa sfegatata e poi hostess degli Internazionali d'Italia, con il naso all'insù a guardare i campioni da vicinissimo; poi, complice l'evoluzione, mia e del tennis italiano, dritta a Radio Incontro e sulle pagine web a raccontarlo. Oggi la mia bussola si chiama Jannik Sinner, e se un tempo sognavo il rovescio a una mano di Becker, adesso mi godo ogni suo dritto lungolinea con la stessa emozione di una bambina sugli spalti.

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