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    Home»Storie»È tutto in regola, ma il volo parte senza di lei: l’odissea della campionessa paralimpica Saccà
    Storie

    È tutto in regola, ma il volo parte senza di lei: l’odissea della campionessa paralimpica Saccà

    RedazioneBy Redazione1 Settembre 2026 16:43Nessun commento4 Mins Read
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    Patrizia Saccà
    Patrizia Saccà
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    Una giornata intera in aeroporto e un volo perso nonostante, secondo la sua ricostruzione, avesse con sé tutta la documentazione necessaria. È quanto accaduto a Patrizia Saccà, ex atleta paralimpica e medaglia di bronzo nel tennistavolo ai Giochi di Barcellona 1992, che domenica 30 agosto non è riuscita a partire da Torino Caselle con il volo Ryanair diretto a Crotone.

    Al centro della vicenda c’è la batteria al litio del ruotino elettrico collegato alla sua carrozzina. Saccà era arrivata in aeroporto alle 8.15, con il volo previsto alle 9.50, e si era rivolta alla Sala Amica, il servizio dedicato ai passeggeri con mobilità ridotta. La batteria aveva una capacità di 300 watt/ora e un peso di 20 chili: secondo i dati forniti dall’atleta, la capacità corrispondeva esattamente al limite massimo previsto dalla Iata.

    Dopo aver lasciato il bagaglio nell’area dell’assistenza, Saccà racconta di essere stata invitata dal personale ad attendere al bar di fronte, con la promessa di essere richiamata quando fosse arrivato il suo turno. La chiamata, però, non sarebbe arrivata. Quando è tornata al banco, intorno alle 9, è iniziato il confronto sulla documentazione relativa al dispositivo.

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    Saccà sostiene di avere presentato tutte le specifiche tecniche del ruotino e di avere chiesto di poter parlare con un responsabile. La discussione si è protratta fino alla chiusura del volo, fissata alle 9.20. “Allo sportello del check-in mi è stato contestato che quelle informazioni non risultavano”.

    L’ex atleta è rimasta quindi a Torino per l’intera giornata. Soltanto con l’aiuto di una dipendente della biglietteria è riuscita a trovare un’alternativa: un volo per Lamezia Terme, previsto dopo le 22. Per Saccà non è la prima esperienza problematica legata al trasporto della propria carrozzina. Nel dicembre 2024 aveva già raccontato un episodio simile durante un viaggio con scalo a Monaco.

    Sagat, la società che gestisce l’aeroporto di Torino Caselle, ha espresso rammarico per l’accaduto e ha avviato verifiche per ricostruire quanto successo. La società ha inoltre ricordato che i passeggeri che devono trasportare una sedia a rotelle devono presentarsi al banco check-in con largo anticipo e avere con sé la documentazione tecnica richiesta, anche nel caso in cui abbiano già effettuato il check-in online.

    Ryanair ha fornito una ricostruzione differente della vicenda, precisando innanzitutto che l’operatrice presente al banco era dipendente di un operatore terzo che lavora all’interno dell’aeroporto e non direttamente della compagnia.

    Secondo Ryanair, Saccà aveva prenotato il volo il 16 marzo e il giorno successivo aveva ricevuto una comunicazione con la richiesta di compilare l’Electric Mobility Device Form, il modulo necessario per fornire le informazioni relative al dispositivo elettrico per la mobilità.

    La compagnia sostiene che il modulo, nel quale vengono indicati requisiti relativi a batteria, dimensioni e peso della carrozzina, non sarebbe stato restituito via email prima del viaggio. Ryanair afferma inoltre che, una volta arrivata al banco, a Saccà sarebbe stato comunicato che il modulo non risultava compilato, ma che il dispositivo avrebbe comunque potuto essere trasportato.

    Secondo la compagnia, il problema sarebbe stato invece legato ai tempi: Saccà sarebbe arrivata in ritardo nell’area dedicata all’assistenza e questo avrebbe determinato la perdita del volo.

    Una versione che non coincide con quella dell’ex atleta paralimpica, la quale ribadisce di avere comunicato le informazioni all’agenzia di viaggi e di essersi presentata in aeroporto con le specifiche tecniche richieste.

    Sagat ha avviato gli accertamenti per ricostruire l’accaduto. Resta quindi da chiarire perché, a fronte delle diverse ricostruzioni fornite dalle parti, Saccà non sia riuscita a salire sul volo diretto a Crotone e abbia dovuto trascorrere l’intera giornata in aeroporto prima di poter trovare una soluzione alternativa.

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