La denuncia di Matteo Berrettini ha acceso una luce su uno dei lati più inquietanti del tennis moderno. Dopo la vittoria contro Stan Wawrinka agli US Open, il tennista italiano ha raccontato di aver ricevuto, attraverso il fratello Jacopo, messaggi con minacce rivolte alla sua famiglia dopo una partita del Roland Garros. Il motivo? Alcuni scommettitori pretendevano che Berrettini perdesse l’incontro successivo. Il caso è stato segnalato all’ATP insieme ai numeri di telefono e alle conversazioni incriminate.
Berrettini ha ricordato come il problema sia particolarmente delicato nei Challenger, dove la pressione legata alle scommesse può diventare ancora più difficile da gestire. E proprio qui emerge il paradosso: il tennis è sempre più legato al betting, ma allo stesso tempo deve fare i conti con le conseguenze più pericolose di questo rapporto.

Ma quali sono i numeri delle scommesse legate al tennis? Nel 2025 il giro d’affari mondiale delle scommesse sportive ha superato i 110 miliardi di dollari e quasi 26 miliardi sono stati legati al tennis. Una cifra che rende la disciplina una delle più importanti per il settore, alle spalle di calcio, basket e ippica. Il motivo è semplice: nel tennis si può scommettere praticamente su tutto. Sul vincitore di un torneo, sull’esito di una partita, sui singoli set e game, fino agli eventi live che cambiano minuto dopo minuto.
E non ci sono soltanto gli Slam, i Masters 1000 e i principali tornei ATP e WTA. I palinsesti arrivano anche ai Challenger e ai circuiti ITF, dove il livello economico e la visibilità dei giocatori sono inevitabilmente inferiori. È proprio questa parte più periferica del circuito a rappresentare uno dei punti più delicati: più scendono ranking e premi, maggiore può diventare la vulnerabilità degli atleti davanti alle pressioni esterne.
Il problema, quindi, non è semplicemente stabilire se le scommesse debbano esistere. Il tennis ne ricava infatti introiti importanti attraverso sponsorizzazioni, dati, diritti e servizi destinati agli operatori del betting. L’ATP, in particolare, ha sviluppato un rapporto sempre più stretto con il settore dei dati e dello streaming, anche attraverso la collaborazione con Sportradar. Dal 2024, inoltre, ATP, Tennis Data Innovations e Sportradar hanno attivato Safe Sport, un sistema pensato per contrastare gli abusi online ai danni dei giocatori.
Ma la storia raccontata da Berrettini dimostra che proteggere l’integrità del tennis non significa soltanto impedire le partite truccate. Significa anche impedire che un giocatore venga trasformato nel bersaglio di chi ha perso una scommessa o pretende di orientare il risultato.
