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    Home»Calcio»“Non è un addio, è un arrivederci”: De Roon lascia l’Atalanta e commuove Bergamo
    Calcio

    “Non è un addio, è un arrivederci”: De Roon lascia l’Atalanta e commuove Bergamo

    Tiziana MorgantiBy Tiziana Morganti2 Settembre 2026 14:55Updated:2 Settembre 2026 16:37Nessun commento3 Mins Read
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    De Roon con la maglia dell'Atalanta
    De Roon con la maglia dell'Atalanta
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    Un capitolo lunghissimo si chiude in casa Atalanta. Marten de Roon ha detto ufficialmente addio alla squadra nerazzurra, di cui è stato capitano per anni, per accasarsi alla Roma nelle ultime ore di calciomercato. Un trasferimento arrivato quasi a sorpresa, negli ultimi giorni utili per la sessione estiva, che ha visto il club giallorosso preferire l’esperienza dell’olandese al più giovane El Aynaoui, uscito invece dal progetto tecnico di Trigoria.

    Prima di tuffarsi nella nuova avventura in giallorosso, De Roon ha voluto salutare Bergamo con un lungo videomessaggio pubblicato sui propri canali social, diventato in poche ore virale tra i tifosi orobici. Il centrocampista, che con l’Atalanta ha trascorso undici stagioni diventandone il calciatore più presente della storia, ha ripercorso con parole cariche di emozione tutto il suo percorso in Serie A, dal primo incontro con la proprietà del club fino ai trionfi più recenti.

    Nel video, intitolato non a caso Solo un arrivederci, Bergamo, De Roon ha spiegato con grande sincerità le motivazioni che lo hanno spinto ad accettare la corte della Roma. Il giocatore ha ammesso di sentirsi ancora in grado di dare il proprio contributo ad alto livello, nonostante fosse rimasto escluso dai piani tecnici della nuova Atalanta. Determinante, in questo senso, anche il richiamo di Gian Piero Gasperini, l’allenatore che più di ogni altro ha segnato la sua crescita calcistica e con cui ora si ritroverà nella Capitale.

    Particolarmente toccante il passaggio dedicato ai momenti più difficili condivisi con la città, tra cui il ricordo del periodo drammatico legato alla pandemia, che colpì duramente Bergamo tra il 2020 e il 2021. De Roon ha voluto sottolineare come, in quella fase complicata, città e squadra siano riuscite a rialzarsi insieme, in un legame che va ben oltre il rettangolo di gioco. Non sono mancati inoltre i ricordi più personali, come la nascita della sua seconda figlia proprio nel capoluogo orobico nel 2015, evento che il centrocampista ha definito un ulteriore tassello del proprio legame con la città.

    Il centrocampista olandese ha poi voluto ringraziare pubblicamente i tifosi per il sostegno costante ricevuto in tutti questi anni, riconoscendo di aver vissuto grazie a loro una vera e propria favola sportiva, di cui si è sentito tra i protagonisti assoluti. Un affetto che, ha assicurato, porterà sempre con sé, definendosi ormai un vero e proprio bergamasco d’adozione.

    Il videomessaggio si chiude con una promessa che ha già scaldato il cuore dei sostenitori nerazzurri: quella di fare ritorno, un giorno, nella città che lo ha accolto e cresciuto calcisticamente. Nel frattempo, De Roon ha già iniziato la propria avventura in giallorosso, scendendo in campo nella recente trasferta di Lecce, mentre l’Atalanta di Ivan Juric dovrà ora reinventare i propri equilibri di centrocampo senza uno dei protagonisti più rappresentativi dell’ultimo decennio nerazzurro.

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    Tiziana Morganti
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    Sono romana doc, di quelle vere, nata e cresciuta nel cuore della Capitale, a due passi dal Colosseo, con il Tevere praticamente come vicino di casa. Laureata in Storia Moderna e Contemporanea, ho sempre avuto un debole per i racconti che lasciano il segno, ma è stato lo sport a indicarmi la direzione giusta per iniziare a scrivere: tutto merito (o colpa) di una passione sfrenata per il tennis e di un certo Boris Becker, che da bambina mi ha fatto innamorare di rovesci e tuffi in aria come fosse normale amministrazione. Da lì il passo è stato breve: prima sugli spalti del Foro Italico, tifosa sfegatata e poi hostess degli Internazionali d'Italia, con il naso all'insù a guardare i campioni da vicinissimo; poi, complice l'evoluzione, mia e del tennis italiano, dritta a Radio Incontro e sulle pagine web a raccontarlo. Oggi la mia bussola si chiama Jannik Sinner, e se un tempo sognavo il rovescio a una mano di Becker, adesso mi godo ogni suo dritto lungolinea con la stessa emozione di una bambina sugli spalti.

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