Trent’anni dopo quel sorpasso che ha cambiato per sempre la storia delle corse americane, Alex Zanardi torna idealmente a Laguna Seca. E questa volta il suo nome resterà lì per sempre. Il celebre Cavatappi del circuito californiano sarà infatti ufficialmente ribattezzato Zanardi Corkscrew, in omaggio al pilota italiano protagonista, nel 1996, di una delle manovre più spettacolari mai viste nel motorsport.
La cerimonia di intitolazione è in programma venerdì 4 settembre alle 9.15 locali. Una data che arriva a pochi giorni dal trentesimo anniversario di quel pomeriggio dell’8 settembre 1996, quando Zanardi riuscì a compiere qualcosa che fino a quel momento sembrava quasi impossibile.
L’italiano, impegnato nel campionato CART con la Chip Ganassi Racing, si trovava alle spalle dello statunitense Bryan Herta durante l’ultimo giro della gara di Laguna Seca. Davanti a loro c’era il Corkscrew, una sequenza di curve in discesa tra le più difficili e riconoscibili al mondo. Un punto del tracciato dove sorpassare era considerato un azzardo. Zanardi, però, vide uno spazio dove gli altri vedevano soltanto rischio.
All’ingresso della curva, il pilota bolognese portò la sua monoposto all’interno, finendo anche oltre il limite dell’asfalto e sfruttando una traiettoria che sorprese Herta e il pubblico. Zanardi riuscì a completare la manovra, conquistando la posizione e andando poi a vincere la gara.
Quel gesto entrò immediatamente nella memoria degli appassionati americani. Negli anni successivi sarebbe stato ricordato semplicemente come The Pass, il sorpasso. Non serviva aggiungere altro: per chi seguiva le corse negli Stati Uniti, bastava quella definizione per capire di quale manovra si stesse parlando.
Ora quel legame tra Zanardi e Laguna Seca diventa ufficiale. Il Cavatappi, uno dei punti simbolo dell’automobilismo mondiale, porterà il nome del campione italiano. Una scelta dal forte valore simbolico, perché proprio in quella curva si è concentrato uno dei momenti più rappresentativi della sua carriera sportiva.
La decisione assume un significato ancora più profondo a pochi mesi dalla scomparsa di Zanardi, morto il 1° maggio 2026. La sua storia, però, aveva già superato da tempo i confini dell’automobilismo. Dopo il gravissimo incidente del 2001 in cui perse entrambe le gambe, Zanardi riuscì a reinventarsi nello sport, diventando uno dei volti più conosciuti del movimento paralimpico italiano e conquistando medaglie e titoli anche nell’handbike.
