Carlos Alcaraz ha superato il secondo turno degli US Open 2026, ma a far discutere non è stata soltanto la sua prestazione in campo. Il tennista spagnolo, numero due al mondo, ha battuto in rimonta il portoghese Jaime Faria dopo un avvio complicato, riuscendo poi a controllare il match e a staccare il pass per il turno successivo dello Slam newyorkese. Al termine dell’incontro, però, sono state le sue dichiarazioni in conferenza stampa ad attirare l’attenzione di addetti ai lavori e appassionati.
Alcaraz è tornato in campo dopo un lungo stop forzato: un infortunio al polso lo aveva infatti tenuto lontano dai campi per oltre quattro mesi, costringendolo a saltare sia il Roland Garros che Wimbledon, due tra gli appuntamenti più prestigiosi della stagione. Proprio ripartendo da questa esperienza, il murciano ha annunciato un cambio di strategia per il proprio futuro agonistico: non intende più rischiare di fermarsi a causa di infortuni provocati da un calendario che, a suo dire, sta diventando sempre più fitto e insostenibile.
Lo spagnolo ha spiegato con chiarezza il proprio pensiero, sottolineando come non abbia più intenzione di arrivare a stop forzati per colpa degli impegni agonistici troppo ravvicinati, ma preferisca decidere lui stesso quando fermarsi, anche per periodi non brevi. Un’apertura che lascia intendere come il numero due del ranking Atp sia pronto a rinunciare volontariamente ad alcuni tornei del circuito nei prossimi mesi, pur di preservare la propria condizione fisica nel lungo periodo.

Alcaraz ha poi allargato il discorso a un tema che da tempo divide il mondo del tennis: quello del calendario internazionale, sempre più denso di appuntamenti obbligatori per i top player. Secondo il classe 2003, l’aggiunta costante di nuovi tornei di prestigio starebbe di fatto limitando le possibilità di scelta dei giocatori, spingendoli quasi a dover partecipare a ogni evento pur di non perdere punti e visibilità.
Non è mancato, infine, un passaggio più generale sullo stato di salute del circuito, con Alcaraz che ha fatto notare come negli ultimi tempi si stiano moltiplicando i casi di infortuni e di affaticamento tra i big del tennis mondiale, avvertendo che la situazione rischia di peggiorare ulteriormente se le istituzioni del tennis non interverranno concretamente sul tema. Un’analisi che sembra chiamare in causa, seppur senza fare nomi diretti, anche il caso di Jannik Sinner, costretto proprio in questi giorni a rinunciare agli US Open per un problema al ginocchio.
Le parole di Alcaraz arrivano dunque in un momento particolarmente delicato per il circuito maschile, con diversi top player reduci da infortuni e assenze forzate nel corso della stagione. Resta ora da capire se lo spagnolo, attualmente ancora in corsa per il titolo a Flushing Meadows, riuscirà davvero a mettere in pratica questa nuova filosofia di gestione della propria carriera nei prossimi mesi, magari già a partire dalla seconda parte della stagione 2026.
