Quando si pensa ad Alex de Minaur, noto come Demon, non c’è nulla di scontato, soprattutto se si considera che nei 10 precedenti incontri con Jannik Sinner l’australiano ha sempre perso. Cresciuto in Spagna, è avversario in semifinale a Pechino e attualmente l’ottavo nel ranking ATP, rappresentando un avversario ostico anche per il talentuoso altoatesino. Sinner deve essere vigile: il gioco di de Minaur è tutt’altro che prevedibile e può mettere in difficoltà anche il numero 2 del mondo.
La storia di de Minaur è affascinante: nato a Sydney da padre uruguaiano, Anibal de Minaur, e madre madrilena, Esther, ha trascorso la sua infanzia tra Australia e Spagna. A cinque anni la famiglia si trasferisce ad Alicante, dove Alex inizia a coltivare la sua passione per il tennis, tornando in Australia solo successivamente per rappresentare la nazione nelle competizioni internazionali.
Già a quattro anni, de Minaur ha dimostrato un’eccezionale dedizione al tennis. Il suo impegno lo ha portato a raggiungere il n.2 della classifica junior nel 2016, poco prima del suo diciassettesimo compleanno, con risultati notevoli a Wimbledon e nelle altre competizioni giovanili. In campo è un vero “demonio” con colpi rapidi e una mentalità vincente.
Tra i suoi modelli, de Minaur cita Lleyton Hewitt, ammirato per il suo patriottismo e la determinazione mostrata in campo. “Vivo in Spagna, ma mi sento profondamente australiano”, ha dichiarato Alex, ispirato anche da Roger Federer, il suo idolo. La sua passione per l’Australia si riflette anche nel tatuaggio dedicato alla Coppa Davis.
Nel circuito maggiore, de Minaur ha conquistato 10 titoli, tra cui l’ATP 500 di Acapulco