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    Home»Storie»Elon Musk fa volare la Tesla Roadster con i razzi: la sua “elicottero” costa 250.000 euro (di anticipo)
    Storie

    Elon Musk fa volare la Tesla Roadster con i razzi: la sua “elicottero” costa 250.000 euro (di anticipo)

    Tiziana MorgantiBy Tiziana Morganti16 Ottobre 2026 14:47Nessun commento3 Mins Read
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    La nuova Tesla volante
    La nuova Tesla volante
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    Se c’è una cosa che Elon Musk sa fare meglio di chiunque altro, è costruire uno spettacolo. La notte del 16 ottobre, al centro test di SpaceX a McGregor, in Texas, il patron di Tesla ha presentato il prototipo della nuova Roadster e l’ha fatta staccare da terra in verticale grazie a dei razzi, in una personale versione di un Vtol, il veicolo a decollo e atterraggio verticale. Come se non bastasse, l’auto è stata anche ribaltata e mantenuta a testa in giù.

    La promessa è di vecchia data. Nel 2017 la nuova generazione della spider elettrica, esordiente nel 2008, avrebbe dovuto già essere in strada, con un’autonomia dichiarata di circa mille chilometri. Nessuno l’ha mai vista. Oggi l’asticella si alza ancora, fino all’orbita, visto che SpaceX ha contribuito direttamente allo sviluppo del prototipo e diversi componenti della società spaziale sono finiti sull’auto.

    Come funziona il “volo”

    Secondo Tesla, la vettura usa propulsori a gas freddo con attuatori completamente elettrici, capaci di regolare la spinta con correzioni minime in una frazione di secondo e di stabilizzare il veicolo al distacco da terra. Altri dettagli sulla tecnologia di propulsione non sono stati forniti. Quanto alla capacità di restare capovolta anche da ferma, il merito sarebbe di un sistema multimodale con sigillatura al suolo: aspira l’aria da sotto l’auto generando una forza di deportanza sufficiente a sostenerla. Ventole motorizzate e ali attive, spiega il costruttore, massimizzano trazione e velocità in curva anche a velocità zero.

    Numeri da record (a parole)

    Il capo ingegnere Lars Moravy ha dichiarato che la Roadster 2028 scatta da 0 a 60 miglia orarie (97 km/h) in meno di un secondo e raggiunge i 230 miglia orarie, cioè 370 km/h. Musk ha rilanciato: l’auto andrebbe “decisamente più forte”, quasi alla metà della velocità del suono. Considerando che il suono viaggia a circa 1.238 km/h a 20 °C, si parlerebbe di poco meno di 619 km/h. Più terrena l’autonomia: poco più di 300 miglia, circa 483 km, mentre nulla è stato detto su motore e batteria.

    Le versioni e i prezzi

    Il veicolo di serie, ha annunciato Musk, arriverà sul mercato nel 2028 ed è già prenotabile in due opzioni:

    • Performance: la versione “normale”, con anticipo di 50.000 euro (5.000 subito, il resto dopo dieci giorni). Il prezzo finale sarà comunicato in seguito.
    • Thrust: a due posti, definita “pronta per la pista”, include il sistema di aspirazione multimodale. Disponibilità limitata e anticipo di 250.000 euro.
      Rocket: l’auto che vola, disponibile solo su invito, promette “un sistema di volo completo”.

    Insomma, tra record annunciati e dati tecnici ridotti all’osso, la Roadster resta soprattutto una formidabile macchina mediatica. D’altra parte, il decollo verticale non è una novità assoluta: i primi esperimenti per i caccia militari risalgono agli anni Cinquanta. Resta da vedere se, nel 2028, a staccarsi da terra sarà davvero l’auto o soltanto l’attesa.

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    Tiziana Morganti
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    Sono romana doc, di quelle vere, nata e cresciuta nel cuore della Capitale, a due passi dal Colosseo, con il Tevere praticamente come vicino di casa. Laureata in Storia Moderna e Contemporanea, ho sempre avuto un debole per i racconti che lasciano il segno, ma è stato lo sport a indicarmi la direzione giusta per iniziare a scrivere: tutto merito (o colpa) di una passione sfrenata per il tennis e di un certo Boris Becker, che da bambina mi ha fatto innamorare di rovesci e tuffi in aria come fosse normale amministrazione. Da lì il passo è stato breve: prima sugli spalti del Foro Italico, tifosa sfegatata e poi hostess degli Internazionali d'Italia, con il naso all'insù a guardare i campioni da vicinissimo; poi, complice l'evoluzione, mia e del tennis italiano, dritta a Radio Incontro e sulle pagine web a raccontarlo. Oggi la mia bussola si chiama Jannik Sinner, e se un tempo sognavo il rovescio a una mano di Becker, adesso mi godo ogni suo dritto lungolinea con la stessa emozione di una bambina sugli spalti.

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