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    Home»Formula 1»F1, il GP di Baku non si corre di domenica: ecco perché (e perché Antonelli non deve preoccuparsi)
    Formula 1

    F1, il GP di Baku non si corre di domenica: ecco perché (e perché Antonelli non deve preoccuparsi)

    Tiziana MorgantiBy Tiziana Morganti21 Settembre 2026 18:00Nessun commento3 Mins Read
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    Percorso cittadine del Gran Premio dell'Azerbaigian
    Percorso cittadine del Gran Premio dell'Azerbaigian
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    Chi ha in mente il consueto copione del weekend di Formula 1, con libere il venerdì, qualifiche il sabato e gara la domenica, farà bene a correggere l’agenda. Il Gran Premio dell’Azerbaigian, sul cittadino di Baku, si disputerà sabato 26 settembre. Non è un errore né un capriccio del calendario, ma una scelta motivata da un evento che in quel Paese ha un peso enorme.

    Il giorno dopo la gara, il 27 settembre, l’Azerbaigian celebra infatti il Giorno della Memoria, dedicato alle vittime della guerra di 44 giorni del 2020 per il controllo del Karabakh. È una ricorrenza molto sentita, che rende inopportuna una concomitanza con una gara di Formula 1. Per questo Liberty Media, proprietaria del campionato, ha deciso di spostare la corsa un giorno prima, evitando una sovrapposizione considerata delicata. Non c’entrano sponsor né problemi tecnici.

    Lo slittamento di un giorno cambia tutto il programma. Si parte già mercoledì 23 settembre con la conferenza stampa dei piloti. Giovedì 24 spazio alle prime due sessioni di prove libere, alle 10:30 e alle 14:00. Venerdì 25 sono in programma la terza sessione di libere, sempre alle 10:30, e le qualifiche alle 14:00. Il giorno della verità è sabato 26, con la gara alle 13. In pratica il weekend si comprime, e le squadre avranno un giorno in meno per lavorare sulle regolazioni.

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    Non è la prima volta che la F1 rinuncia alla domenica. Il precedente più vicino è proprio della scorsa stagione: a Las Vegas 2025 la gara si è corsa alle 22 locali di sabato 22 novembre, per motivi legati ai diritti televisivi e al fuso orario. Quell’edizione è ricordata anche per la doppia squalifica delle McLaren, che ha regalato ad Antonelli un posto sul podio.

    Un altro esempio arriva dal 2024. Arabia Saudita e Bahrein si sono corsi di sabato per evitare la sovrapposizione con l’inizio del Ramadan, scegliendo la stessa formula per i due appuntamenti in Medio Oriente. Come si vede, il calendario si adatta quando entrano in gioco tradizioni religiose o commemorazioni nazionali.

    Sul piano sportivo, comunque,tutti guardano ad Antonelli. Il giovane italiano arriva a Baku da leader del campionato e resta il grande favorito. La classifica dopo il GP di Spagna lo mostra sempre più vicino al titolo, con Russell e Hamilton distanti. La sfida sul veloce e insidioso tracciato azero può quindi diventare un passo importante verso il trionfo iridato. Occhi puntati anche su Leclerc, uno dei protagonisti attesi del weekend.

    Il giorno cambia, dunque, ma lo spettacolo no. Baku è una pista che offre sorpassi, rettilinei lunghissimi, muri vicini e imprevisti a ogni curva. Con un sabato di gara al posto della domenica, il messaggio ai tifosi è semplice: segnatevi la data giusta e non arrivate in ritardo.

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    Tiziana Morganti
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    Sono romana doc, di quelle vere, nata e cresciuta nel cuore della Capitale, a due passi dal Colosseo, con il Tevere praticamente come vicino di casa. Laureata in Storia Moderna e Contemporanea, ho sempre avuto un debole per i racconti che lasciano il segno, ma è stato lo sport a indicarmi la direzione giusta per iniziare a scrivere: tutto merito (o colpa) di una passione sfrenata per il tennis e di un certo Boris Becker, che da bambina mi ha fatto innamorare di rovesci e tuffi in aria come fosse normale amministrazione. Da lì il passo è stato breve: prima sugli spalti del Foro Italico, tifosa sfegatata e poi hostess degli Internazionali d'Italia, con il naso all'insù a guardare i campioni da vicinissimo; poi, complice l'evoluzione, mia e del tennis italiano, dritta a Radio Incontro e sulle pagine web a raccontarlo. Oggi la mia bussola si chiama Jannik Sinner, e se un tempo sognavo il rovescio a una mano di Becker, adesso mi godo ogni suo dritto lungolinea con la stessa emozione di una bambina sugli spalti.

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