Il Gran Premio d’Italia è una delle gare più antiche e prestigiose della Formula 1, con una storia iniziata nel 1921 a Montichiari, nel Bresciano. Con l’edizione 2026 raggiunge quota 96 appuntamenti disputati, mentre il legame con Monza è diventato indissolubile. L’Autodromo Nazionale, inaugurato nel 1922, ha ospitato il Gran Premio d’Italia in tutte le stagioni dal 1950, con la sola eccezione del 1980, quando la gara si disputò a Imola. Conosciuto in tutto il mondo come il Tempio della Velocità, il circuito brianzolo è oggi uno dei simboli più riconoscibili dell’intero Mondiale.
Questa straordinaria continuità ha reso Monza praticamente sinonimo del Gran Premio d’Italia. Nella lunga storia della competizione, però, sono state cinque le occasioni in cui la corsa ha lasciato il circuito brianzolo: nel 1921 si corse a Montichiari, nel 1937 a Livorno, nel 1947 a Milano, nel 1948 a Torino e nel 1980 a Imola. Dietro questi trasferimenti ci sono tragedie, guerre, problemi strutturali e anche una delicata partita politica e ambientale.
La prima edizione si disputò il 4 settembre 1921 sul Circuito di Montichiari, un tracciato stradale in provincia di Brescia. Già dall’anno successivo, con l’inaugurazione dell’Autodromo Nazionale di Monza, il Gran Premio trovò la sua sede naturale. Il circuito ospitò la gara fino al 1928, quando un drammatico incidente cambiò la storia della competizione.
Durante l’edizione del 1928, il pilota Emilio Materassi perse il controllo della vettura sul rettilineo d’arrivo e finì tra il pubblico, provocando una tragedia con numerose vittime. L’incidente ebbe conseguenze pesantissime: il Gran Premio d’Italia non venne disputato né nel 1929 né nel 1930 e tornò in calendario soltanto nel 1931.
Nel 1937 arrivò la seconda eccezione alla regola monzese. La gara venne trasferita a Livorno, sul tracciato stradale utilizzato per la Coppa Ciano. Fu però una parentesi isolata: nel 1938 il Gran Premio tornò a Monza, prima che la Seconda guerra mondiale interrompesse l’attività internazionale.
La competizione riprese nel 1947, ma Monza non era ancora pronta a causa dei danni provocati dal conflitto. Il Gran Premio si disputò quindi sul Circuito della Fiera di Milano, mentre nel 1948 si trasferì al Parco del Valentino di Torino. Il ritorno a Monza avvenne nel 1949, con la vittoria di Alberto Ascari su Ferrari. Un anno dopo sarebbe iniziata una nuova era: il Gran Premio d’Italia entrò nel primo Campionato mondiale di Formula 1.
Da allora Monza è diventata una presenza praticamente fissa nel calendario. L’unica interruzione arrivò nel 1980, quando la gara venne assegnata a Imola. Il trasferimento fu legato anche alle discussioni sulla sicurezza e sul futuro dell’autodromo brianzolo, in un periodo nel quale si valutava persino l’ipotesi di spostare stabilmente il Gran Premio. La Formula 1 tornò a Monza già dall’anno successivo e da allora non se n’è più andata.
Il legame tra Monza e la Formula 1 si è così consolidato attraverso generazioni di campioni. Nell’albo d’oro figurano nomi leggendari come Tazio Nuvolari, Alberto Ascari, Juan Manuel Fangio, Stirling Moss, Niki Lauda, Alain Prost, Michael Schumacher e Lewis Hamilton. Ascari conquistò tre vittorie, Fangio tre, Moss due, Lauda tre, mentre Prost arrivò a cinque successi. In epoca moderna, Schumacher e Hamilton hanno raggiunto il record di cinque vittorie ciascuno.
L’ultima edizione disputata, quella del 2025, ha visto il successo di Max Verstappen. Ma i tifosi italiani sostengono da sempre la Ferrari.
